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Profili Normativi del Cyberspazio a Livello Internazionale, Europeo ed Italiano

Tesi di Master

Autore: Federico Mirabella Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 151 click dal 05/04/2018.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Federico Mirabella

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6 mezzo per dirimere la controversia in materia ambientale, come nel noto incidente del canale di Corfù, nell’ambito della sicurezza cibernetica non è tuttavia possibile considerarlo una panacea, né uno strumento di facile applicazione. Il principio infatti permette di considerare uno Stato come inadempiente all’obbligo di controllo e sorveglianza sui propri cittadini solo con riferimento a condotte di cui può essere provata l’effettiva conoscenza 11 e la particolare lesività 12 , elementi che, tra l’altro, devono concorrere con l’inadeguatezza della diligenza applicata nella gestione della vicenda nella sua interezza. Alla luce di ciò, appare chiaro che il principio di prevenzione difficilmente potrà essere applicato al cyberspazio: il numero di dispositivi, il tipo di minacce e la loro continua evoluzione rappresentano degli ostacoli praticamente insuperabili con le tecnologie disponibili al momento, senza considerare il vasto numero di diritti fondamentali che rischierebbero di essere compromessi da un monitoraggio così pervasivo. Nonostante ciò, non può essere ignorato come l’altra faccia del principio di non lesività sia incarnato dal dovere di due diligence e come sia dunque fondamentale declinare quest’ultimo, tanto a livello processuale quanto a livello sostanziale, per comprendere a pieno quale siano gli standard minimi a cui deve conformarsi un ipotetico “buon governo”. La valutazione andrà effettuata in concreto e mantenendo un atteggiamento flessibile, perché proprio questo è il punto di forza del principio: non arriva all’estremo di richiedere identiche misure a livello mondiale, ma si modella sulla base delle peculiarità di ogni Stato, tenendo in considerazione le sue condizioni economiche, tecnologiche e politiche. Richiedere a tutti gli attori un contributo commisurato alle proprie capacità permette di assicurare un maggiore livello di resilienza ed una forma di protezione meglio strutturata attraverso una condotta che può diffusamente essere considerata responsabile. Un adeguato livello di diligenza costituisce infatti un obbligo relativo alla condotta, richiamando la nozione di obbligazione di mezzi, in contrasto con quella di risultato: è un principio flessibile ed in costante evoluzione, che va sempre bilanciato con i diritti e le libertà dei singoli sulla base dei criteri di appropriatezza e di proporzionalità. Esso richiede che sia tenuto conto del rischio concreto connaturato alla condotta lesiva considerata (il cosiddetto hazard level riferibile all’attività cibernetica), 11 Facendosi nuovamente riferimento al caso Corfù. 12 Trail Smelter Arbitration (United States v. Canada), ICJ, 1941.
Estratto dalla tesi: Profili Normativi del Cyberspazio a Livello Internazionale, Europeo ed Italiano