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Non nel mio nome. La pedofilia nel clero.

Tesi di Master

Autore: Viviana Maria Macrì Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 63 click dal 09/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Viviana Maria Macrì

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8 La lettura psicologica del sacerdote è molto interessante e talvolta enigmatica, poiché si tratta di un uomo che è anche sacerdote, ma che per la comunità è prima di tutto sacerdote. L’identità sacerdotale diventa la sovrastruttura dell’umano, è costruita dalla percezione di sé stesso e dalla comunità che dovrebbe servire attraverso tre promesse: la povertà (intesa sia come promessa di appartenenza solo a Dio e di affidamento alla Provvidenza, ovvero la speranza che il Signore provveda al necessario, sia come appartenenza agli ultimi), l’obbedienza (all’autorità di Dio che agisce tramite la madre Chiesa), la castità (purezza legata all’insieme di corpo e mente, espressione di dignità umana in quanto inviato di Dio). Queste promesse possono apparire come una sorta di rinuncia al vivere umano, di fatto sono piuttosto elementi di ricchezza che portano il sacerdote ad avvicinarsi maggiormente ad una umanità che ha la sua pienezza in Dio. Una connotazione difficile da comprendere del sacerdote sta proprio nella rinunciare e nel donare. Egli stesso è dono e rinuncia. “Il sacerdote deve amare sfuggendo alla percezione comune dell’amore” 11 , ama tutti non appartenendo a nessuno, se non a Dio; il suo amore si dona senza aspettarsi di ricevere. In termini psicologico-relazionali si tratta di una relazione simmetrica che il sacerdote ha con la comunità, da cui può non ricevere nulla o non abbastanza, giunge ad amare anche chi lo detesta, così come rappresentato nella figura di Cristo: “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono” (Lc 6, 27-38). Il suo amore, il suo legame, seppur difficile da comprendere, deve necessariamente essere rivolto in modo indifferenziato e senza ingiustizie; il matrimonio sarebbe già una discriminazione in questo senso. “Il sacerdote è consapevole di potersi fondare sulla forza di un amore ideale, di un amore verso Dio. La parole “ideale” è probabile che sia inadatta, ma interpreta il concetto psicologico di sublimazione dell’amore umano in idee e in immagini astratte e dunque il trasferimento di un amore carnale in uno puramente spirituale (…). Una dimensione che nel sacerdote raggiunge però espressioni concrete (incarnate), perché il Dio a cui si lega, parla, quel Dio è presente, quel Dio vive con lui quotidianamente.” 12 Il legame tra Dio e il sacerdote non può essere una congettura, uno spostamento, una sublimazione, nessun meccanismo di difesa infatti può spiegare il bisogno di amore e la 11 Cfr. Ibidem 12 Ibidem
Estratto dalla tesi: Non nel mio nome. La pedofilia nel clero.