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GENNAIO 1943: La ritirata degli alpini di Russia nelle memorie di un testimone

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Giulia Marquardi Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 42 click dal 11/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giulia Marquardi

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quantità di armi e munizioni. Era necessario appropriarsi delle risorse estrattive e industriali della Russia per poterla sconfiggere con la minor spesa bellica possibile. La necessità di mantenere le spese civili invariate, nell’aumento però della produzione militare, provocò la crisi della Germania tra il ’43 ed il ’45, insieme al crollo del fronte orientale che era ormai l’ossessione di Hitler. 9 Quando diede inizio all’invasione tedesca del territorio sovietico, Hitler era ben intenzionato a demolire il fronte russo, anche grazie alle truppe alleate. Il 19 gennaio 1941, Hitler rese note a Mussolini le sue difficoltà con la Russia, temeva sopratutto un possibile attacco aereo Russo sui campi petroliferi Rumeni. Il 3 febbraio 10 Hitler approvò “l’operazione Barbarossa”. Secondo Keitel, feldmaresciallo della Wehrmacht, in Russia occidentale dovevano essere inviate almeno 100 divisioni di fanteria oltre a quelle meccanizzate e quelle a cavallo. Era chiaro ormai che la 11 Germania si stava imbarcando in un’offensiva monumentale. Mussolini intanto era ancora afflitto per le operazioni in Grecia, dove Hitler gli aveva dato manforte, assicurandosi così la via spianata verso la Russia. Gli Italiani vennero inviati sul fronte orientale in tutta fretta per riequilibrare così l’alleanza con la Germania. Nell’estate del ’41 Mussolini ordinò la costituzione del CSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia) che poi divenne 8^ armata (ARMIR) affidata al generale Gariboldi: questa nuova grande unità integrava un Comando di Corpo d’Armata e una Legione di camice nere, due divisioni la “Pasubio” e la “Torino”, una Divisione “Celere”, un gruppo di Carri L/3 e un Reggimento di Artiglieria a cavallo, nove Autoreparti e un’Intendenza Est. In tutto circa 62.000 uomini. Nel luglio del 1941 gli Italiani 12 partirono alla volta del Dnestr. Da subito iniziò l’avanzamento delle truppe da Leopoli a Kiev sul Dnepr fino a Kursk, da Harkov a Rostov sdoppiandosi quindi a sud verso il Caucaso e a nord verso Stalingrad. Per il giorno di Natale del 1941 le armate russe Op Cit. in Storia della Russia, pp. 565-568. 9 Op. Cit. in Storia militare della Seconda guerra mondiale, pg. 71. 10 W. KEITEL, The memoirs of Field Marshal, edited by W. Gorlitz, Cooper Square Press, 2000, pp. 11 120-165. A. CARUSO, Tutti i vivi all'assalto, TEA, editore Longanesi & C., Milano, 2003, pg. 23 12 !11
Estratto dalla tesi: GENNAIO 1943: La ritirata degli alpini di Russia nelle memorie di un testimone