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Lo Skandia Navigator per la previsione della crisi aziendale

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Yanilen De Paola Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 46 click dal 19/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Yanilen De Paola

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12 In queste condizioni, l’impresa tende a perdere forza contrattuale, che si evidenzia da una minore concessione da parte dei fornitori delle dilazioni di pagamento, ciò dovuto alla mancanza di fiducia che si manifesterà verso i clienti. In questa fase le perdite economiche influiscono sfavorevolmente sui flussi di cassa, che tendono a calare, diventando negativi, si generano squilibri sia a livello monetario (illiquidità) e finanziario (assenza di un legame temporale tra finanziamenti ed investimenti) che influiscono in maniera negativa sul patrimonio aziendale, comportando la diminuzione del credito e dell’affidabilità dell’impresa. Questo stadio rappresenta la manifestazione esterna della crisi, che potrebbe essere ancora controllabile e sanabile se si mostrasse la disponibilità da parte dei creditori a concedere del tempo, in modo che l’impresa possa avviare un piano di ristrutturazione che le permetta di ritornare alla normalità nel breve termine. L’ultimo stadio è quello dello squilibrio generalizzato, «è quello dell’esplosione della crisi, che provocherà danni senza fare differenze e in maniera irreversibile su tutti gli stakeholders all’interno dell’impresa». 7 Si manifesta con l’insolvenza e il dissesto. Nello stato di insolvenza, risultato dall’aumento delle perdite, saranno necessari importanti interventi volti ad aumentare il capitale e a modificare la struttura del management, vista l’incapacità prolungata dell’azienda di soddisfare regolarmente le obbligazioni assunte e i pagamenti in scadenza. Lo stato di dissesto è il livello più elevato della crisi aziendale, la situazione economica dell’azienda è degenerata a tal punto che non è più risolvibile. Sono presenti perdite rilevanti e il capitale netto si è ridotto fino a diventare negativo. Un altro percorso di crisi a stadi è stato proposto da Fink (1986), secondo il quale l’evoluzione della crisi si sviluppa nelle seguenti fasi: 8  prodromica: in questo stadio iniziano a rilevarsi i primi segnali di una crisi potenziale; essendo ancora in una fase iniziale si possono fare interventi di minore entità per evitare che la situazione di crisi si sviluppi.  acuta: in questa fase la crisi è a tutti gli effetti in via di sviluppo, e provoca i primi danni sulla struttura aziendale. Si rende necessario per 7 Palombi E., La crisi d’impresa e le sue fasi. Analisi dei diversi stadi delle patologie aziendali, in MyAdvice Rivista di Formazione Finanziaria, Ottobre –Dicembre 2014, p. 62. 8 Giorgino M., op. cit., p. 30.
Estratto dalla tesi: Lo Skandia Navigator per la previsione della crisi aziendale