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L'unificazione amministrativa del Regno d'Italia: tra autonomie locali e centralismo

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Cirina Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 110 click dal 03/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Fabio Cirina

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2 Cantoni, essi erano organi privi di personalità giuridica, istituiti con scopi meramente elettorali. 6 Le modifiche appena descritte rimasero in vigore durante tutto il periodo successivo, nonostante la Francia di fine XVIII secolo fosse un paese segnato da forte instabilità politica. Pose fine a questa situazione l’ascesa di Napoleone Bonaparte, dapprima distintosi come eccellente generale e poi, grazie al prestigio accumulato con le sue continue vittorie militari, come uomo politico. Il colpo di stato realizzato nel 1799 segnò la fine della Rivoluzione, e l’inizio dell’epoca di Napoleone, il quale fu inizialmente nominato Primo console e poi, negli anni, giunse gradualmente al titolo di Imperatore. L ’assetto amministrativo istituito in questi anni fu contraddistinto da un carattere fortemente innovativo, tanto da produrre importanti influenze in molti altri paesi europei, compreso il nostro. Le modifiche all’ordinamento amministrativo durante l’epoca napoleonica furono introdotte con la fondamentale Legge del 28 piovoso dell’anno VIII (17 febbraio 1800). La legge rispettava la spartizione del territorio nazionale stabilita nel 1789, ma andava a riorganizzare gli organi di governo locale: ogni Dipartimento ora sarebbe stato gestito da un prefetto (erede dell'intendente d'antico regime), con l’istituzione anche di un Consiglio generale dipartimentale che si occupasse di questioni finanziarie, e di un Consiglio di prefettura con funzioni giudiziarie; in ogni Distretto veniva collocato un sottoprefetto e un Consiglio distrettuale; infine, nei singoli comuni, erano previsti un sindaco e un Consiglio municipale. 7 Ciò significò trasferire le funzioni di quelli che, nel periodo rivoluzionario, erano corpi amministrativi elettivi, a tre funzionari monocratici nominati dal governo: il prefetto nel Dipartimento, il sottoprefetto nel Distretto e il sindaco nel Comune, andando ad eliminare uno dei capisaldi delle riforme rivoluzionarie: il criterio elettivo nella selezione degli organi. Prima di procedere nel rapido excursus storico che ci porterà all’oggetto della tesi, vale la pena analizzare più nello specifico le cariche appena indicate. «Le préfet sera chargé seul de l’administration» recita l’art. 3 della Legge 28 piovoso. 8 Il prefetto, unico responsabile della gestione amministrativa, in sostanza 6 P. Aimo, Stato e poteri locali in Italia. Dal 1848 a oggi, p. 18 7 P. Aimo, Stato e poteri locali in Italia. Dal 1848 a oggi, p. 22 8 Cit. in C. Pavone, Amministrazione Centrale e Amministrazione Periferica. Da Rattazzi a Ricasoli, p. 216
Estratto dalla tesi: L'unificazione amministrativa del Regno d'Italia: tra autonomie locali e centralismo