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Il sistema di secrezione di tipo VI: un esempio di strategia evolutiva nel contesto della competizione tra popolazioni batteriche

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Eleonora Collalti Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 75 click dal 03/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Eleonora Collalti

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7 Nel T2SS, il traslocone Sec permette il passaggio dei substrati specifici del sistema di tipo II dalla membrana citoplasmatica al periplasma nel quale viene rimossa la sequenza segnale; le chaperonine periplasmatiche seguono il corretto ripiegamento delle proteine che verranno secrete dall’apparato composto da un complesso di subunità Gsp con dispendio di energia (NTP). Tale processo secretorio è impiegato da numerosi batteri patogeni vegetali e animali e contribuisce alla secrezione di enzimi di degradazione quali cellulasi, pectinasi, proteasi e lipasi. Esso è anche coinvolto nel trasporto di tossine, tra cui la tossina del colera, di cui il batterio responsabile è Vibrio cholerae (Zielke R.A. et al., 2014), nonostante successivamente sia stato scoperto che un ulteriore sistema di secrezione, il T6SS, contribuisce al trasporto della tossina stessa. 1.1.3 La via del chaperon/usher La via del chaperon/usher utilizza una proteina periplasmatica con funzione di chaperon ed una proteina specifica nella membrana esterna con funzione di usher. Gli studi sulla via chaperon/usher sono esemplificati dalle conoscenze sulla modalità di assemblaggio dei pili di tipo I in alcuni ceppi di Escherichia coli. I pili sono strutture fibrillari sottili e flessibili collegati ad una struttura elicoidale rigida ottenuta mediante assemblaggio di subunità ripetute di pilina. In figura 3 sono rappresentate le parti che costituiscono la suddetta via di secrezione: per mezzo del sistema Sec, le subunità del pilo oltrepassano la membrana interna; nel periplasma viene rimossa la sequenza segnale, una chaperonina PapD lega ogni subunità del pilo guidando la struttura al corretto ripiegamento. Successivamente, il complesso PapD-pilina interagisce con l’usher PapC a livello della membrana esterna. Questo legame innesca la dissociazione della chaperonina dalle subunità del pilo tale da favorire l’integrazione nella struttura in formazione; il numero di pili è determinato dalla concentrazione di PapC presente, mentre la lunghezza dei pili dipende dal rapporto fra la pilina e l’usher. Il modello non richiede una fonte di energia esterna per la secrezione della pilina né per l’ assemblaggio nei pili.
Estratto dalla tesi: Il sistema di secrezione di tipo VI: un esempio di strategia evolutiva nel contesto della competizione tra popolazioni batteriche