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La Banca del Tempo e gli enti locali: il caso lombardo

Estratto della Tesi di Linda Pagani

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14 Cooperativa bolognese nata nel 1974 ad opera di 27 donne provenienti da esperienze di lavoro precario, a domicilio e in case di cura e di riposo private, in mansioni di assistenza a bambini ed anziani. E’ nata con l’obiettivo di perseguire maggiore continuità lavorativa, valorizzare il lavoro femminile e tutelare e qualificare il lavoro di cura, affermandone il contenuto professionale ed il valore sociale. Oggi CADIAI dà lavoro a più di 800 persone (l'86% sono donne) e fattura oltre 18 milioni di euro. Altre cooperative sono nate su iniziativa di ordini professionali (psicologi, medici …) per creare nuove forme di organizzazione dei servizi. Questo tipo di cooperative furono denominate “cooperative dei servizi sociali”, producevano servizi con lo scopo primario di dare occupazione ai soci. Le “cooperative di solidarietà sociale ” invece, hanno come finalità principale quella di aiutare persone in condizione di bisogno; infatti, hanno origine da associazioni di volontariato. Ancora diverse sono le “cooperative integrate” che agiscono al fine di inserire dal punto di vista lavorativo persone in difficoltà; nascono su iniziativa dei familiari di tossicodipendenti, disabili, persone affette da disturbi mentali.. e operano in molteplici settori produttivi (dall’agricoltura all’artigianato). I valori comuni a tutte le cooperative sono: il lavorare insieme, la maggiore tutela lavorativa e un maggior riconoscimento del lavoro dei soci. La legge quadro 381\1991 che ha riconosciuto le cooperative sociali invece le distingue in due tipologie: cooperative di tipo A e di tipo B. Il primo articolo della suddetta legge spiega la differenza tra le due : “Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi (cooperative di tipo A); b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (cooperative di tipo B)”. All’interno delle cooperative di tipo A se ne sono sviluppate di molto grandi con fatturati milionari e medie o piccole, con più attenzione alla solidarietà esterna. Le cooperative di tipo B si caratterizzano in base allo svantaggio dei soci. Per persone svantaggiate non s’intende solo disabili ma anche ex-tossicodipendenti, i carcerati o ex- carcerati, i senza fissa dimora, minori in età lavorativa con situazioni familiari
Estratto dalla tesi: La Banca del Tempo e gli enti locali:  il caso lombardo

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La Banca del Tempo e gli enti locali: il caso lombardo

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Informazioni tesi

  Autore: Linda Pagani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: servizio sociale
  Relatore: Paolo Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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