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Cibo, identità e territorio: narrazioni contemporanee sul patrimonio alimentare lucano

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Dipartimento di scienze sociali, politiche e cognitive

Autore: Giovanna D'Andrea Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 16 click dal 15/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giovanna D'Andrea

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13 Bergeron, nella sua imponente opera sulla Basilicata 34 , riporta queste parole di Friedmann: «La misère, c'est quelque chose de plus qu'un ensemble de conditions matérielles... c'est comme une exaspération de la pauvreté, comme une philosophie, comme un système de vie. 35 ». 36 In questo senso in un paese contadino (come è l’Aliano di Levi con i suoi calanchi) la famiglia e la visione del mondo sembrano rispondere a un ordine cosmico: la condizione sociale è inesorabilmente e naturalmente legata ad una morfologia ambientale ostile. 37 Di questo aspetto non tenne conto lo studio di Edward C. Banfield (1916-1999), il quale, all’incirca negli stessi anni in cui scrive Friedmann, compie una ricerca di nove mesi in Basilicata, precisamente nel paese di Chiaromonte, da lui denominato Montegrano 38 . Banfield si chiede il motivo per il quale gli abitanti di questo piccolo borgo sembrano incapaci di reagire alla dure condizioni economiche 39 . Nell’opera in cui confluiscono le sue analisi, comparando i dati in suo possesso con quelli delle comunità rurali della provincia di Rovigo e del Kansas, giunge alla conclusione che «massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo» porta inevitabilmente all’arretratezza 40 . Chiamerà questo comportamento familismo amorale 41 . Per Banfield il familismo deve essere modificato in almeno tre aspetti se si vuole avviare un progresso economico e politico. In primo luogo il montegranese deve stabilire il proprio interesse e quello della sua 34 Robert Bergeron, La Basilicate, Changement social et changement spatial dans una région du Mezzogiorno, Collection de l’École française de Rome, 1994. 35 La povertà è qualcosa di più di un insieme di condizioni materiali... è come una esasperazione della povertà, come una filosofia, come un sistema di vita. Traduzione mia. 36 F. G. Friedman, Matera uno studio, Unrra-Casas, 1952, in Robert Bergeron, op. cit., p. 99. 37 Ibidem. 38 Pierfrancesco Sozzo, La persistenza di una società arretrata, Tesi di laurea in Sociologia Generale, Università del Salento, Facoltà di Lettere e Filosofia, A.A. 2010-2011, p. 6. 39 […] qual è la ragione dell’incapacità politica del paese?. Edward C. Banfield, Le basi morali di una società arretrata, il Mulino, Bologna, 2010, p. 57. 40 Rodolfo Guzzi, Il familismo amorale e il potere degli stupidi, in “La voce di New York”, 24 gennaio 2015. 41 Banfield per descrivere le peculiari caratteristiche dell’ethos familista dedica un intero capitolo del libro a ciò che chiama “Ipotesi predittiva”: in diciassette punti riassume i comportamenti e le convinzioni che un familista amorale adotta in diverse circostanze. Sostiene che la presenza di ognuno dei diciassette parametri in ogni cittadino è l’unica condizione per definire familista una società.
Estratto dalla tesi: Cibo, identità e territorio: narrazioni contemporanee sul patrimonio alimentare lucano