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Esperienze di Mediazione Familiare Intergenerazionale nel comune di Firenze. Il ruolo dell'assistente sociale.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Laura Travaglini Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 38 click dal 16/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Laura Travaglini

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9 dall’anno 2015 in poi, la principale novità è che il Fondo è stato individuato come strutturale, portando a quattrocento milioni la sua dotazione finanziaria. Tali risorse sono attribuite alle Regioni in funzione della popolazione anziana non autosufficiente e degli indicatori socioeconomici 28 . Infine nel 2017, con la Legge n.205, venne istituito il “Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare” presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-ad opera di una legge di bilancio 2018 già entrata in vigore con una dotazione iniziale di venti milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. L’obiettivo è fornire copertura finanziaria a interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare. Tale Fondo è nato al termine del dibattito interno alla commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato, la quale ha unificato tre disegni di legge in materia di assistenza domestica a familiari e affini non autosufficienti in un testo che riconosce il valore sociale dell’attività del prestatore volontario di cura, lo individua quale interlocutore degli operatori del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari, e affida alle Regioni (e alle Province autonome di Trento) il compito di assicurare, con propri provvedimenti e nei limiti delle risorse disponibili, supporto psicologico, consulenze e contributi finanziari ai caregiver. Si tratta di un passo fondamentale che mette in evidenza l’enorme peso di cui si fa carico chi si prende cura a lungo termine di persone disabili e affette da patologie croniche o degenerative, e soprattutto atteso sin dalla Commissione Onofri degli anni Novanta 29 . 1.2 Le politiche regionali sulla non autosufficienza. Nell’ambito degli anziani, le Regioni hanno attraversato varie fasi normative che si sono dovute confrontare con i più generali mutamenti nazionali relativi alle politiche sanitarie e sociali, e con l’assenza di indicazioni da parte dello Stato centrale- colmate parzialmente con l’emanazione della Legge quadro n.328/2000 di riforma del sistema dei servizi sociali. Il D.P.R n.9/1972 “Trasferimento alle Regioni delle funzioni statali in materia di beneficienza pubblica” indica il trasferimento delle competenze di queste specifiche politiche dallo Stato alle Regioni, lasciando al primo attore un ruolo abbastanza riduttivo. Si cerca di trasformare in maniera più ampia la modalità di approccio all’utenza, passando da approcci discrezionali e selettivi a universalistici- con l’obiettivo di allargare la platea di beneficiari degli interventi; da interventi rivolti alla sussistenza e ai bisogni vitali a quelli volti al benessere psicofisico- con 28 www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/disabilita-e-non-autosufficienza/focus-on/Fondo-per-la-non-autosufficienza. 29 Miceli R., “Il welfare invisibile dei caregiver familiari”, articolo di giornale de “La Stampa”, 05/01/2018.
Estratto dalla tesi: Esperienze di Mediazione Familiare Intergenerazionale nel comune di Firenze. Il ruolo dell'assistente sociale.