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Damnatio ad metalla

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Federica Rizzello Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 28 click dal 01/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Federica Rizzello

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18 imperantibus…” 21 che considera il lavoro in miniera come punizione da infliggere agli schiavi. Svetonio, “…multos honesti ordinis deformatos prius stigmatum notis ad metalla et munitiones viarum aut ad bestias condemnavit” 22 attribuisce a Caligola la responsabilità di aver condannato al lavoro in miniera molti esponenti di gruppi sociali elevati meritevoli di diverso trattamento. Cipriano descrive in maniera cruda e forte le condizioni dei damnati. Lucrezio 23 e Lucano 24 si soffermano nel descrivere il pallore causato dalle esalazioni velenose che i lavoratori respiravano. Il tema della condanna ad metalla marca lo stato di dura precarietà nel quale trascorrono la loro esistenza quanti lavorano nelle miniere. Il termine venne ripreso con sfumature diverse anche da Lucrezio e da Virgilio “...fluit aes rivis aurique metallum vulnificisque chalybs vasta fornace liquescit…” 25 con il significato di oro e argento; Stazio invece faceva riferimento al marmo: “...huius ianua prosperumque limen arcus, belligeris 21 Saggio di Stefania Dore: La damnatio ad metalla degli antichi cristiani: miniere o cave di pietra, p. 78 Tacito vv. 31 22 Saggio di Stefania Dore: La damnatio ad metalla degli antichi cristiani: miniere o cave di pietra, p. 78 Svetonio, Caligola v3. 23 Lucrezio, De Rerum Natura, vol. 6, p.806-815; nonne vides etiam quoque sulpur in ipsa gignier et taetro concrescere odore bitumen, denique ubi argenti venas aurique secuntur, terrai penitusscrutantes abdita ferro, qualis expiret Scaptensula subter odores? Quive mali fit ut exalent aurata metalla! Quas hominum reddunt facies qualisque colores!, qui il Poeta si riferisce alle miniere d’oro della Tracia, Scapte Hyle, le cui esalazioni velenose danneggiano i minatori, come è evidente dal loro colorito. 24 Parsalia di Lucano vol.4 p.292.336, non se tam penitus, tam longe luce relicta merserit Asturii scrutator pallidus auri; oltre alla descrizione del colorito, Lucano definisce coloro che scavano con le mani il suolo fino alla profondità impensabile, impigri, per il loro impegno indefesso nella ricerca dell’oro. 25 Saggio di Stefania Dore, La damnatio ad metalla degli antichi cristiani: miniere o cave di pietra, Virgilio, Eneide, pp. 445 ss.
Estratto dalla tesi: Damnatio ad metalla