Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il Parternariato di sicurezza nell'area euromediterranea: la questione dei migranti e del soccorso in mare

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Federica Sgambellone Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 56 click dal 21/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Federica Sgambellone

Mostra/Nascondi contenuto.
12 Sarebbe pericoloso considerare il concetto di “euro-mediterraneo” espressione di una realtà da raggiungere. L’Europa è un continente ed un complesso politico in via di formazione, il Mediterraneo è un mare costituito dall’alleanza di tre continenti mediterranei, ciascuno con una funzione specifica ed indispensabile per tutta l’area del Golfo. Sarebbe pericoloso, poiché frutto di un’irresponsabile mascheramento o di un sogno incontrollabile, programmare la costruzione di un’aggregazione economica e politica sulla linea di quanto si sta sviluppando in Europa ignorando le molto diverse realtà che circondano il mare comune. I Paesi che parteciperanno alla Conferenza di Barcellona e che potrebbero far parte di quel processo, non saranno mai in grado di creare una realtà confrontabile con quel quasi-stato che si vuole raggiungere. Nel lento processo mondiale di costruzione di grandi regioni per la regolamentazione inter-planetaria il Mediterraneo non sarà mai una regione. Potrebbe divenire un’inter-regione, uno spazio di tensioni controllate, laddove i problemi più difficili trovano soluzione e si fa la storia: in modo pacifico o conflittuale, a seconda del punto di vista e delle azioni intraprese 22 . Prima ancora di chiedersi se esista il Mediterraneo, quesito al quale Pisani risponde negativamente, è opportuno pertanto domandarsi se esista l’Europa 23 . Quest’ultima appare come uno spazio appositamente ideato dagli “europei” per uscire dalla marginalità alla quale le due guerre mondiali, la guerra fredda e la loro posizione periferica all’estremo occidente del continente asiatico li aveva relegati. Eppure i fines Europae restano imprecisati perché l’Unione declina sempre l’invito a designare i propri confini potenziali. Ciò crea una grave confusione dal momento che l’Europa è il punto d’incontro di cinque culture principali (europea occidentale, mediterranea, centrale, orientale e nordica), ed è pertanto è del tutto errato sostenere che gli agglomerati mediterranei non potranno mai costituire un quasi-stato in ragione delle loro differenze. Il dialogo tra Europa e Mediterraneo non deve essere impostato su un semplice avvicinamento di culture diverse, ma sulla ricomposizione di un’unità oramai spezzata a causa dell’esasperato eurocentrismo occidentale, che è sfociato in un’accentuazione delle diversità e della concorrenza. Anche dopo l’istituzione del Parternariato euromediterraneo si parlò di Mediterraneo come sinonimo di Paesi terzi mediterranei (Ptm) o di Paesi partner mediterranei (Ppm), insomma come un eufemismo per non dire Paesi arabi, Turchia, Israele e Paesi nordafricani. eletto come rappresentante del Maine e Loira all’Assemblea nazionale. Tra il 1981 ed il 1985 Pisani fu anche membro della Commissione europea, occupandosi prevalentemente di cooperazione. 22 Cfr. AMOROSO B., op. cit. [18], p.11. 23 Ibid.
Estratto dalla tesi: Il Parternariato di sicurezza nell'area euromediterranea: la questione dei migranti e del soccorso in mare