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L'integrazione dei bambini stranieri nelle istituzioni scolastiche.

Estratto della Tesi di Valentina Turini

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10 Dai primi anni ’20, si verifica una diminuzione dell’emigrazione italiana verso l’estero: a partire dall’insediamento del governo fascista si applica la politica antimigratoria tesa alla promozione del popolamento delle colonie italiane in Africa. Negli anni ’30 la politica antimigratoria contrasta il fenomeno migrazione e si assiste ad una quasi obbligata espatriata di un numero consistente di lavoratori italiani in Germania. Alla fine della seconda guerra mondiale si rafforza la richiesta di manodopera italiana all’estero ed in modo particolare dai paesi dell’Europa centrale occupati nel far fronte alla carenza della popolazione attiva ed in età di lavoro, provocata dal recente conflitto. A partire dagli anni ’60 i paesi luogo di emigrazione sono la Svizzera e la Germania: si delinea la figura del “lavoratore ospite” che alterna periodi di lavoro e residenza all’estero a soggiorni di breve durata nel proprio paese (l’Italia). La fase finale si sviluppa nella seconda metà degli anni ’60, in cui si verifica una riduzione dei flussi a causa della crescita del processo economico, a causa dell’introduzione nel mercato del lavoro di nuova forza lavoro proveniente dai paesi del Mediterraneo. Negli anni ’70 i processi di emigrazione subiscono un rallentamento sia per le politiche di chiusura poste in atto dai governi dei paesi europei, sia per il miglioramento delle condizioni socioeconomiche dell’Italia. “L’Italia è solcata da una pluralità di percorsi migratori di breve, medio e lungo raggio che denotano una molteplicità di direzioni varie: dal sud verso il centro Nord-ovest verso l’est, dai piccoli medi centri a grandi, dalla montagna alla collina e alla pianura, il settore agricolo verso il terziario”. 8 Dalla metà degli anni ’70, dapprima lentamente e poi in proporzione sempre più consapevole, si registra un’inversione di tendenza e l’Italia s’avvia a diventare una terra di immigrazione e sebbene in crescita non ha ancora raggiunto i livelli di altre nazioni europee come Germania, Olanda, Francia, Inghilterra, da diversi anni mete di flussi migratori (Silva 2002). Molti stranieri (metà anni ’70) si riversano sul territorio italiano in conseguenza della messa in atto di politiche restrittive e conseguente chiusura di frontiere di Paesi tradizionali d’immigrazione. Le conseguenze per l’Italia sono di due generi:  diminuzione dell’emigrazione che cessa di essere un fenomeno di massa (le rilevazioni statistiche sul numero di italiani all’estero ha assunto un interesse minore a partire dagli anni’80; in base ai dati del Ministero degli affari Esteri del 1986 erano 5,1 milioni di persone; 8 C.Bonifazi ., L’immigrazione straniera in Italia. Società Editrice il Mulino, Bologna 1999
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L'integrazione dei bambini stranieri nelle istituzioni scolastiche.

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Turini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Gianni  La Bella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

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Parole chiave

educazione
immigrazione
inserimento scolastico
accoglienza
interculturalità
normative
società multiculturale
scuola primaria
istituzioni scolastiche
integrazione dei bambini stranieri

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