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La lingua delle canzoni di Ligabue

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Di Pofi Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 45 click dal 06/07/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Martina Di Pofi

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16 Per Ligabue la scrittura della sceneggiatura è un’attività molto pratica, per cui - se si seguono alla lettera le indicazioni del regista - ogni parola e ogni azione potranno diventare immagini e suoni. Ligabue sostiene che «può succedere che si ricavino brutti film da belle sceneggiature ma di certo non si possono ricavare bei film da brutte sceneggiature» 23 e nota come la regia sia molto più difficile della scrittura della sceneggiatura, perché fare il regista comporta una maggiore responsabilità. Se è vero che c’è continuità tra la scrittura di un racconto e la scrittura di un film, è altrettanto vero che rispetto al testo originale alcune battute possono subire delle modifiche. Vediamo qualche esempio prendendo in considerazione le battute del racconto Il girotondo di Freccia e quelle della scena corrispondente al film.  Nel racconto il protagonista dice: «Mi dicevi che ti piacciono i Bmw, no? Come lo vedi questo?». La ragazza gli risponde: «Il mio nuovo amico ha qualcosa di meglio del Bmw». L’unica risposta di Freccia fu: «Ah!» e, deluso, decise di portare la macchina nella campagna più vicina per darle fuoco. Poi tornò in centro a piedi e trovò una De Tomaso Pantera con la quale tornò dalla ragazza. «Dici che questa basta?» le chiese seduto sul tettuccio. «Non hai capito niente. Le macchine non c’entrano. E’ che mi è passata, capito? Preferisco non vederti più e basta» rispose lei. «Basta saperlo», chiuse lui.  Nel film, invece, il protagonista afferma: «Ti piacciono i Mercedes?! Cosa ne dici di questo?». La ragazza risponde: «Tutto qui? Mmh..speravo meglio sai?» Dopo aver bruciato l’auto, Freccia trova una Bmw e torna da lei. Dopo aver citofonato insistentemente, la ragazza si affaccia alla finestra. «Questa basta?» chiese lui. «Mi deludi proprio “ciccio”. Un figo come te su una macchina da “papponi”?», rispose lei. «Te ne intendi di macchine da “papponi” eh?! E non chiamarmi “ciccio”. Fra cinque minuti passo con una corriera. Aspettami alzata, tesoro!». Da queste battute è evidente come, rispetto al linguaggio letterario e pacato del racconto, nel film si usa una lingua più diretta ed enfatica caratterizzata anche da parole gergali come figo, ciccio e papponi. 23 Ibidem, pp. 108-109.
Estratto dalla tesi: La lingua delle canzoni di Ligabue