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Utilizzo delle terapie di gruppo nelle dipendenze: esperienze in comunità terapeutica

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: dipartimento di scienze cliniche applicate e biotecnologiche

Autore: Giada Bellucci Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 106 click dal 28/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giada Bellucci

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parzialità e tagliando fuori l’Altro da Sé, il tempo e lo spazio. L’Io sarà fragile e intollerante alle frustrazioni e tenderà a negare tutte le esperienze che non aderiscono perfettamente all’Ideale. Questo Io negherà le forme di dipendenza reale che rimanderanno al bisogno dell’Altro, tenderà a dipendere da sostanze o comportamenti che illusoriamente ristabiliscono in maniera immediata e magica l’unione primitiva tra Io Ideale e Ideale dell’Io, sperimentando l’onnipotente esperienza del bastare a sé stessi. L' aderenza della sostanza o del comportamento, quindi l’astinenza, sarà insopportabile perché rimanda alla separazione intollerabile, perciò la compulsione del farsi o del fare anche se per tempi sempre più brevi consente di sperimentare nuovamente l’unità indifferenziata. Se prendiamo in esame le nuove dipendenze per esempio vediamo come la rete si presti ad essere un luogo che può abolire le frustrazioni dell’Io in quanto tutto si può verificare nel qui ed ora e in maniera illimitata, in quanto senza tempo e senza spazio e dove l’altro è solo un estensione di sé stessi. Un ruolo fondamentale nella distorsione dell’Ideale dell’Io è giocato dalla seduzione materna. Il bambino viene illuso che la sua sessualità infantile può stare al posto del Padre, con la conseguenza di arrestarne l’evoluzione, in quanto il suo Ideale dell’Io non potendo investire sul padre genitale rimarrà legato al modello pre-genitale. Questa relazione sgretola le differenze generazionali eliminando ogni idea di sviluppo ed evoluzione. L’individuo non ha più motivo di sperare di essere un giorno come il proprio padre o di idealizzare il genitore del proprio stesso sesso, in quanto vive nell’illusione di essere un oggetto erotico adeguato. Questa seduzione materna è di tipo narcisistico, ovvero origina da una mutua seduzione tra madre e neonato che mira all’estrema unificazione e al cancellamento dell’eccitazione di origine esterna, tagliando fuori la rivalità edipica. È una relazione asimmetrica che tende a scomparire per fare posto a relazioni più mature. Una madre provvista di una propria vettorizzazione potrà trasmettere al figlio sia il vissuto della sua completa presenza, sia il vissuto di una non completa totalità di questa presenza, il momento della nascita non sarà vissuto come fuori dal tempo. Anche il bambino potrà fornirsi di direzionalità e intenzionalità mentre la progressiva autonomia sarà vissuta come conquista e non come lesiva di un’unità simbiotica immutabile. Se la madre dopo il parto non è capace di tornare al presente può regredire a un’idea di fusione e completezza. La seduzione narcisistica si protrae e al bambino è trasmessa l’idea di un contatto perfetto,esteso all’infinito che per il suo mantenimento necessita dell’estromissione del tempo e di qualsiasi elemento della realtà esterna. Alla base regnano tre fantasmi: la sufficienza nella complicità, l’onnipotenza nell’unità e la morte nella differenziazione. Non ci sarà vettorialità nel bambino in quanto non gli è stato possibile ereditarla dai primi oggetti d’amore. Il bambino dovrà costruirsi da 11
Estratto dalla tesi: Utilizzo delle terapie di gruppo nelle dipendenze: esperienze in comunità terapeutica