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Il personaggio di Antigone da Sofocle alla tragedia rinascimentale

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Rosa Gadaleta Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 16 click dal 01/08/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Rosa Gadaleta

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27 euripidea: Antigone insieme ad Argia, moglie di Polinice, seppellisce di nascosto il cadavere; le guardie che le scoprono riescono ad arre- stare solo Antigone, mentre Argia fugge. La fanciulla è condotta di- nanzi al re il quale ordina al figlio Emone di ucciderla. Il ragazzo, suo promesso sposo, rifiuta per amore e affida Antigone ai pastori. Anti- gone dà alla luce un bambino, che nell’età adolescenziale partecipa ai giochi nella città di Tebe. Creonte lo riconosce grazie ad un segno pre- sente sul corpo di chi appartiene alla stirpe del drago. Nonostante il re venga supplicato da Eracle, promesso sposo della figlia di Creonte, di perdonare Emone e la sua famiglia, quello li condanna a morte: allora Emone decide di uccidere se stesso e sua moglie Antigone 76 . Questa versione deve essere stata popolare in quanto ne ritroviamo delle tracce in tre vasi, in cui si descrive la scena madre della fabula: Eracle ac- canto a Creonte, invece Antigone è davanti a loro con le mani legate e vicino vi sono Emone e il figlio 77 . Nel Medievo i testi greci non sono letti, quindi la figura di Antigone sfuma, sommersa dai fatti di guerra. Antigone ebbe un figlio e quando questi divenne giovinetto si recò a Tebe per par- tecipare ai giochi. Il re Creonte lo riconobbe, perché i discendenti dai denti del drago avevano un segno di riconoscimento sul corpo. Sebbene Ercole intercedesse per Emone, perché il re lo perdonasse, Emone uccise se stesso e la sua sposa Antigone. Ma Creonte dette ad Eracle in sposa sua figlia Megara, dalla quale sono nati Teri- maco e Ofite». Traduzione a cura di GUIDORIZZI 2000, p. 53. 76 Sembra che nella tragedia di Euripide vi fosse un lieto fine, dato dall’intervento di Dioniso che salva Antigone. Da ipotizzare che Igino deve essersi rifatto non solo ad Euripide, ma anche ad Astidamante. Altri studi, invece, ritengono che la fabula sia ispirata alla versione senecana. Vedi GUIDORIZZI 2000, p. 315. 77 Anfora di Ruvo, 423. Anfora n° 3240 conservata nell’Antiken Museum di Ber- lino, GUIDORIZZI 2000, p. 316.
Estratto dalla tesi: Il personaggio di Antigone da Sofocle alla tragedia rinascimentale