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Biofilm microbici e igiene degli alimenti

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Rosalia Lo Buglio Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 148 click dal 13/07/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Rosalia Lo Buglio

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35 35 35 35 La vicinanza fisica di altre cellule favorisce, infatti, interazioni sinergiche persino tra membri di specie diverse, come il trasferimento orizzontale di materiale genetico tra microbi, la condivisione di sottoprodotti metabolici, la protezione dal sistema immunitario di un ospite infettato, una maggiore tolleranza e resistenza alle sostanze antimicrobiche, ai trattamenti detergenti e disinfettanti, agli stress chimico-fisici in generale, attraverso la sintesi di oltre novanta proteine in più rispetto allo stato planctonico (le cosiddette Acid and Heat Shock Proteins, proteine “protettrici” che riparano i danni cellulari dagli stress acidi e termici (Harrison at al., 2005). Le cellule batteriche all’interno del biofilm mostrano una maggiore resistenza a sostanze antimicrobiche rispetto a cellule libere in sospensione. Il fenomeno è stato generalmente attribuito alla minor velocità di diffusione dei biocidi attraverso la matrice del biofilm. All’interno del biofilm i batteri si presentano in vari stadi di sviluppo, poiché nella matrice esistono differenti gradienti di nutrienti e di potenziali ossido riduttivi: le cellule site in profondità ricevono quantità di alimenti e ossigeno inferiori rispetto a quelli presenti sulla superficie. Quando lo spessore del biofilm è elevato, sono presenti in esso molte cellule batteriche in fase stazionaria, che in questo stato semiquiescente mostrano una minore sensibilità ad antibiotici, disinfettanti e sanificanti in genere, e ciò è una caratteristica dei biofilm. Tutti questi benefici sono legati alla densa matrice extracellulare che costituisce il biofilm, la cui struttura universale, descrivibile come una finestra di torrette gelatinose fissate alla superficie, è stata definita mediante osservazioni in vivo con la CSLM (microscopia confocale laser a scansione). Grazie a questa tecnica è stato possibile esaminare i biofilm in situ (anche se a minore risoluzione), senza le limitazioni incontrate con il microscopio
Estratto dalla tesi: Biofilm microbici e igiene degli alimenti