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Mitologie calcistiche e mediatiche di CR7

Laurea liv.I

Facoltà: Studi Umanistici

Autore: Nicole Gomena Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 101 click dal 18/07/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Nicole Gomena

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9 fosse tirato indietro entro la scadenza imposta all’estate successiva. In questo modo si andava incontro alla volontà del giocatore ma anche a Ferguson, che gli aveva chiesto espressamente di restare per evitare che perdesse la sua autorità in quanto manager di un club blasonato dato il metodo scorretto in cui gli spagnoli avevano agito sul piano mediatico riuscendo infine ad ottenere il risultato sperato. Il mondo del calcio comunque si stava preparando al trasferimento più costoso della sua storia: l’11 giugno 2009 dopo sei anni, nove trofei, centodiciotto reti e duecentonovantadue partite, Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro passava dal Manchester United al Real Madrid per una cifra di 93,5 milioni di euro 8 e una clausola rescissoria di un miliardo di euro. 1.3 Il Real Madrid di CR7 e CR9 La cifra con cui Ronaldo viene ceduto al Real Madrid, lo rende una celebrità ancor più di ogni altra trovata pubblicitaria o mediatica, fattore che con la nuova avventura spagnola non avrebbe fatto che crescere insieme alla sua immagine forgiata sullo spirito della società. In una sola settimana Florentino Perez si era assicurato le prestazioni di Ricardo Kakà e Karim Benzema, accolti tra il clamore della folla, eppure l’accoglienza riservata al Pallone d’Oro portoghese non ebbe paragoni. In quel caldo pomeriggio del 6 luglio, allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid accorsero 80.000 tifosi. L’intera giornata venne filmata dalla tv ufficiale del Real Madrid e al centro del campo di gioco eretto un palco dove avrebbe tenuto il primo discorso madrileno. Presenti all’evento personalità storiche, tra cui Alfredo Di Stéfano dal quale ereditò, anche se solo inizialmente la maglia numero 9. 9 Nonostante avesse calcato i palcoscenici più importanti al mondo, CR7, in quel momento CR9, era tornato il ragazzino magrolino di Madeira, soltanto molto più teso. Essere l’unico in divisa poi, non lo metteva a suo agio di fronte ai dirigenti in completo elegante. Mi ero preparato qualche appunto, avevo memorizzato un paio di frasi, ma quando Pérez pronunciò il mio nome e sentii il boato dagli spalti, l’emozione ebbe il sopravvento. Salii sul palco e davanti al microfono restai ammutolito: non ricordai più una parola. Così improvvisai: Fin da bambino sognavo di giocare al Real Madrid e ora il mio sogno è 8 In realtà la cifra sarebbe dovuta essere di 120 milioni, se non fosse stato per la svalutazione della sterlina. 9 La numero 7 era già occupata da Raùl, capitano storico dei blancos, ma al suo addio Ronaldo tornò a vestirla.
Estratto dalla tesi: Mitologie calcistiche e mediatiche di CR7