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Le allucinazioni uditive nella schizofrenia: ipotesi biologiche ed ipotesi psicologiche a confronto

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Claudia Elisabetta Muccinelli Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 31 click dal 20/07/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Claudia Elisabetta Muccinelli

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14 diffusione del pensiero), da sintomi di secondo rango (quali modifiche dell'umore, impoverimento affettivo, disturbi percettivi di altro genere). (Migone, 2012). Schneider segue la metodologia e l'approccio di Bleuler, ma non condivide le idee di Bleuler rispetto ai sintomi fondamentali della schizofrenia (autismo, ambivalenza, appiattimento affettivo). Da qui, e dalla sua esperienza di psichiatra, la sua classificazione di 11 sintomi come "di primo rango", e altri sintomi come "di secondo rango". Per Schneider, la presenza inequivocabile anche di uno solo dei sintomi di primo rango, costituisce un criterio adeguato e sufficiente per diagnosticare la schizofrenia. Quattro di questi sintomi si riferiscono ad alterazioni nelle percezioni e nelle sensazioni (eco o sonorizzazione del pensiero, voci dialoganti che si riferiscono al soggetto in terza persona, voci che commentano azioni e comportamento della persona, esperienze di passività e influenzamento somatico); altri tre, si riferiscono a disturbi del pensiero (furto del pensiero, inserzione del pensiero di altri nel proprio, e diffusione del proprio pensiero che diventa così percepibile da altre persone); uno (la percezione delirante) merita un posto a sè, mentre gli ultimi tre si riferiscono a disturbi negli istinti, negli affetti e nella volontà (imposizione dei sentimenti, degli impulsi e degli atti, da parte di terze persone)" (Stefanis, 1990, p. 50) La distinzione schneideriana tra sintomi di primo e di secondo rango, ebbe una certa diffusione, in quanto i sintomi di primo rango apparivano più definibili e misurabili dei sintomi primari di Bleuler. In realtà, i sintomi schneideriani di primo rango possono trovarsi anche in altre forme psicotiche, ad esempio nell'episodio maniacale, e quindi non garantiscono la correttezza della diagnosi (Migone, 2012). Un altro psichiatra che si occupa della schizofrenia, è Adolf Meyer, considerato, per buona parte della prima metà del XX secolo, il principale psichiatra americano. Adolf Meyer sviluppa una sua teoria della
Estratto dalla tesi: Le allucinazioni uditive nella schizofrenia: ipotesi biologiche ed ipotesi psicologiche a confronto