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I Flash Crash e il comportamento degli operatori nei mercati finanziari

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Karim Hasouna Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 108 click dal 20/07/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Karim Hasouna

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9 alta frequenza è diventato più attrattivo poiché hanno rafforzano l’integrità, l’efficienza e la trasparenza dei mercati definendo una normativa dettagliata di esecuzione degli scambi. Sono state recepite in Italia nel 2007. Un’altra importante attenzione va riportata dopo l’evento del 6 maggio 2010 dato che nei giorni immediatamente successivi al crollo, la Securities and Exchange Commission (SEC), ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori, ha introdotto degli interruttori automatici in grado di fermare gli scambi nel caso di variazioni maggiori del 10% nell’arco di 5 minuti per prevenire i flash crash [3]. 1.2 I Mini Flash Crash I Mini Flash Crash sono difficili da individuare all’interno del mercato azionario poiché lo scatto in cui il prezzo sale o scende avviene in pochissimi secondi e sono difficili da visualizzare. Il sito Nanex [7] ha elaborato una tecnologia in grado di fornire tutte le quotazioni e le negoziazioni trasmesse dalle borse riuscendo quindi a percepire i Mini Flash Crash. E’ proprio la ricerca svolta dal Nanex, dopo il 6 maggio 2010, che ha permesso al pubblico generale di conoscere i Mini Flash Crash. Nanex ha svolto un’analisi accurata del fenomeno attribuendo questi crash al High Frequency Trading (HFT, Trading ad alta frequenza). Il trading ad alta frequenza è una modalità di intervento sui mercati azionari che permette di effettuare scambi guidate da algoritmi matematici ed operano su ogni strumento finanziario che si può scambiare virtualmente. Viene assegnata la terminologia di alta frequenza dato che la transazione dura veramente molto poco, acquistando e rivendendo il titolo in un tempo brevissimo. Gli autori del paper “Financial Black Swans Driven by Ultrafast Machine Ecology” [8] invece suggeriscono che I crashes sono dovuti, non solo al HFT, ma anche dall’ambiente finanziario con cui gli operatori finanziari creano un loop positivo o negativo a seconda dei casi. Contrariamente al precedente paper, gli autori del “High Frequency Trading and Mini Flash Crashes” [5] trovano invece che i Mini Flash Crash sono il prodotto del mercato regolamentato. Lo studio svolto spiega come gli enti regolatori proteggono solamente gli scambi effettuati dai mercati regolamentati ignorando tutti gli scambi secondari e non regolamentati. Molti sono i casi di Mini Flash Crash che sono stati analizzati dal sito Nanex come il caso della società di intermediazione finanziaria situata a San Francisco, in California vista di seguito. Il 16 giugno 2014 alle 10:58:30, la quotazione del The Charles Schwab Corporation con una capitalizzazione pari a 33$ di miliardi perse il 4.6% in meno di un secondo come
Estratto dalla tesi: I Flash Crash e il comportamento degli operatori nei mercati finanziari