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Il ruolo del Ce.Di. in una Supply Chain: analisi dei principali aspetti gestionali e organizzativi che influenzano l'efficienza e la competitività di una azienda

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Francesca Ghisu Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 19 click dal 01/08/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesca Ghisu

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12 approvvigionamento, produzione e distribuzione, che a loro volta richiamano altri attori della SC, che saranno descritti in seguito. La prima parte del flusso logistico che comprende fornitori e approvvigionamenti è detta "In- bound logistics". Questa fase ha origine dai fornitori di materie prime o semilavorati che devono essere trasformati in prodotti finiti. La fase si conclude quando le merci, partite dai fornitori, arrivano nel magazzino dell'azienda dove diventeranno prodotti finiti pronti alla distribuzione. La seconda parte del flusso logistico, comprendente distribuzione e clienti, è detta "Out-bound logistics". In questa fase i prodotti finiti vengono prelevati dai magazzini delle aziende produttrici e trasportati, nei tempi e nelle modalità richieste, presso i punti vendita dove poi saranno acquistati al dettaglio dai clienti finali. La logistica in entrata ed in uscita sarà affrontata con maggior dettaglio nel paragrafo 1.3. Nella figura 1.2 sono ben rappresentati i due flussi della Supply Chain, informativo e fisico, che possono determinare il successo della catena: Flusso informativo (o delle informazioni) : è un flusso speculativo che parte dal cliente e arriva fino al fornitore di materie prime, passando per l'azienda produttrice. La prima informazione da considerare riguarda le esigenze del cliente: di cosa ha bisogno? In che misura? In che forma? In quali tempi? In quali luoghi? Sono le domande che stanno alla base della predisposizione di una corretta erogazione di servizi. Per rispondere a tali interrogativi sono necessarie le indagini e gli studi di mercato, in base ai quali si possono stimare le possibilità di vendita futura, e dunque anche le scorte necessarie. Nasce così la pianificazione logistica. Sulla scorta delle accertate necessità di mercato si predispongono sia i piani di produzione che quelli di approvvigionamento dei materiali e dei componenti necessari alla produzione. Flusso fisico (o dei materiali) : non riguarda l'aspetto della pianificazione, bensì quello operativo della logistica. La prima fase è quella dell'approvvigionamento dei materiali per la produzione, che dai fornitori arrivano all'azienda richiedente. Segue la fase della distribuzione del prodotto finito, dall'azienda produttrice al cliente. Questa seconda fase è molto più complessa della precedente, e investe tutte le attività gestionali, la programmazione e il coordinamento di tutte le singole aree della logistica. Richiede pertanto un sistema gestionale che comprenda, organizzi, esplichi e coordini le seguenti attività:  previsione vendite  gestione scorte  programmazione della produzione  approvvigionamento  gestione ordini  servizi al cliente  servizi dei trasporti e dei sistemi logistici. Entrambi i flussi sono bilaterali. Assieme alla movimentazione della merce che va dal fornitore al cliente, avviene la movimentazione delle informazioni descrittive della merce stessa: quantità, caratteristiche, valore, scadenza. Il flusso informativo accompagna il flusso fisico. Il flusso di merce che va dal cliente al fornitore è quello relativo ai prodotti della logistica, o alle Unità di Trasporto Intermodali (UTI) che procedono in direzione discendente. Il flusso di informazioni in
Estratto dalla tesi: Il ruolo del Ce.Di. in una Supply Chain: analisi dei principali aspetti gestionali e organizzativi che influenzano l'efficienza e la competitività di una azienda