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L'animale può educare? Riflessione pedagogica a partire dall'esperienza del ''bambini selvaggi''

Estratto della Tesi di Chiara Urciuoli

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10 A Parigi fu affidato alle cure dell’Istituto per i Sordomuti, gestito da Sicard. Qui il caso venne analizzato da Pinel, uno studioso di fama internazionale, che si ritrovò ad osservare un ragazzo feroce, impaziente, sempre alla ricerca di un modo per fuggire, che «non comprendeva né pronunciava parola alcuna, emetteva solo grida e suoni inarticolati, era di una disgustosa sporcizia, appariva incapace di compiere movimenti armoniosi e perfino di camminare, e non esprimeva alcun sentimento che non fosse di diffidenza, talvolta di odio». 3 Pinel arrivò alla conclusione per cui Victor non fosse un ragazzo menomato per effetto di una selvaggia solitudine, quanto un individuo irrimediabilmente leso nei suoi organi cerebrali, e quindi un malato mentale. A valore della sua tesi Pinel scrisse: «Egli lascia errare qua e là il suo sguardo, senza mostrare alcuna attenzione diretta, eccezion fatta per tutto ciò che suscita un momento la sua sorpresa. Se si produce un rumore intenso, egli si volta immediatamente. Si potrebbe supporre che abbia un odorato assai fine ed esercitato, se non sapessimo che vive in una sporcizia disgustosa, e che fa i suoi bisogni dentro il proprio giaciglio, cosa che sembra porlo sotto l’istinto di quasi tutti gli animali, sia selvaggi che domestici (...). Si nota in lui una sorta di dissonanza fra la funzione della vista e quella del tatto, e questo è un fenomeno che ho notato, negli ospizi, tra i ragazzi privi di intelligenza». 4 In sintesi, privo di sensi in grado di funzionare normalmente, il ragazzo era per lo studioso privo di idee, nonché della capacità di conferire significati alle cose, o di stabilire connessioni anche elementari. Era inoltre impossibile scorgere nel giovane delle capacità affettive anche embrionali. Dopo questa diagnosi, Victor fu affidato a Itard, ex-allievo di Pinel e collaboratore 3 S. Moravia (ed.), Il ragazzo selvaggio dell'Aveyron: pedagogia e psichiatria nei testi di J. Itard, Ph. Pinel e dell'Anonimo della Décade, Laterza, Bari 1972, p.8 3 S. Moravia (ed.), Il ragazzo selvaggio dell'Aveyron: pedagogia e psichiatria nei testi di J. Itard, Ph. Pinel e dell'Anonimo della Décade, Laterza, Bari 1972, p.8 4 Ivi, p.156-157
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L'animale può educare? Riflessione pedagogica a partire dall'esperienza del ''bambini selvaggi''

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Urciuoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Giuseppe Bertagna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

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