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I fotofori di Hygophum benoiti (Cocco) 1838

Estratto della Tesi di Stefania Benedetta Cogliandro

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12 generalmente e principalmente da un piede muscoloso per la locomozione, un mantello dorsale che avvolge il corpo, una radula come organo raschiatore, un celoma attorno al cuore, un' eventuale conchiglia. Sono bioluminescenti vari generi, come il gasteropode Planaxis, il nudibranco pelagico Phylliroe. il bivalve Pholas. Per quanto riguarda i cefalopodi, tra i soli calamari, ci sono almeno 70 generi luminosi. Simbionti batterici producono luminescenza per diversi generi nelle famiglie Sepiolidae e Loliginidae (“Recognition between symbiotic Vibrio fischeri and the haemocytes of Euprymna scolopes”, Nyholm et al., 2009). Il resto dei calamari, però, ha bioluminescenza intrinseca. Haddock et al. (2010) ne danno un esempio: Watasenia scintillans, conosciuto in Giappone come Hotaru-ika o calamaro lucciola. E' il soggetto di una festa popolare ogni primavera. Organi luminosi coprono la sua parte ventrale, la zona vicino agli occhi e alle estremità dei tentacoli. La disposizione dei fotofori è simile per altri tipi di calamari. Herring et al. (“The photophores of the squid family Cranchiidae (Cephalopoda: Oegopsida)”, 2002) illustrano che anche nella famiglia dei Cranchiidae si sono ben sviluppati fotofori oculari e che molti calamari li combinano con complessi riflettori iridescenti. I Calamari producono spettacoli luminescenti di vario tipo. Ne mostrano un esempio Robison et al. (2003) in “Light production by the arm tips of the deep-sea cephalopod Vampyroteuthis infernalis”, in cui è descritto il calamaro vampiro degli abissi Vampyroteuthis, il quale, oltre ai due grandi fotofori nel mantello,e a piccoli organi luminosi sparsi per il corpo, può rilasciare particelle luminose da organi luminosi speciali delle punte del suo tentacolo, a quanto pare per distrarre i predatori. Il genere Octopoteuthis assume una varietà di modelli di colorazione, e lascia cadere le estremità finali dei tentacoli quando disturbato, come distrazione (“Behaving in the dark: locomotor, chromatic, postural, and bioluminescent behaviors of the deep-sea squid Octopoteuthis deletron” di Bush et al., 2009). Un altro cefalopode con gli organi luminosi di circa 2 cm alle punte del suo tentacolo è Taningia danae. Robison e Young (“Bioluminescence in pelagic octopods”, 1981) affermano che le femmine degli Ottopodi Japetella e Eledonella hanno un anello verde-giallo intorno alla bocca che solo periodicamente si illumina. Johnsen et al. (“Bioluminescence in the deep-sea cirrate octopod Stauroteuthis syrtensis verrill (Mollusca: Cephalopoda), 1999) confermarono che Stauroteuthis e altri generi di octopodi cirrati delle acque profonde hanno ventose luminose.
Estratto dalla tesi: I fotofori di Hygophum benoiti (Cocco) 1838

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I fotofori di Hygophum benoiti (Cocco) 1838

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Benedetta Cogliandro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Scienze e Tecnologie
  Corso: Biologia ed ecologia marina
  Relatore: Concetta  Calabrò
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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