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I reati di corruzione

Estratto della Tesi di Domenico Barone

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1.1) La corruzione impropria L'art. 318 così disponeva: “Il pubblico ufficiale, che, per compiere un atto del suo ufficio, riceve, per sè o per un terzo, in denaro od altra utili- tà, una retribuzione che non gli è dovuta, o ne accetta la promessa, è pu- nito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se il pubblico ufficiale riceve la retribuzione per un atto d'ufficio da lui già compiuto, la pena è della reclusione fino ad un anno” Il testo evidenzia ciò che è al centro della fattispecie delittuosa: l'atto. E' l'atto, certamente insieme al cd. pactum sceleris, l'accordo per il suo compimento tra il pubblico ufficiale e il privato, accompagnato da una dazione di denaro o altra utilità o perlomeno da una promessa di futura dazione, l'oggetto di rilevanza penale, l'elemento delittuoso da persegui- re 20 ; non c'è alcun riferimento a qualsiasi profilo di danno funzionale cosa che, vedremo, sarà introdotto con la legge Severino, ma la lesione del bene giuridico 21 si attua esclusivamente quando vi è un accordo che abbia come fine esclusivo un atto, in questo caso conforme ai doveri d'ufficio 22 . La sola dazione, o la sola promessa di accettarla, prive di ogni 20 Scopo dell’incriminazione della corruzione impropria è di evitare il danno che deriva all’amministrazione dalla venalità dei soggetti ad essa preposti, venalità che, anche quando non porta al compimento di atti illegittimi, nuoce alla dignità e al prestigio dell’amministrazione medesima, poiché getta discredito e sospetto sul suo funzionamento. ANTOLISEI, 2003, pag. 329 21 Su quale sia il bene giuridicamente protetto nei reati di corruzione vi è in realtà ampia dottrina assolutamente non univoca, le posizioni, sinteticamente, si possono dividere tra chi sostiene, richiamandosi all'art.54 della Costituzione, che sia il dovere di fedeltà o il dovere d'ufficio che il pubblico funzionario è tenuto ad adempiere durante lo svolgimento della sua attività ( tra gli altri Gianniti , Studi sulla corruzione del pubblico ufficiale, Giuffré 1970), chi si debba tutelare il prestigio della Pubblica Amministrazione (per es. Pannain , I delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione, Napoli 1966), chi, la maggior parte, ritiene che siano da tutelare i valori del buon andamento e dell'imparzialità della Pubblica Amministrazione di cui all'art.97 Costituzione (ad es. Balbi “I delitti di corruzione” 2003) 22 Il reato di corruzione impropria è quello statisticamente meno ricorrente poiché il tipo di comportamento illecito che essa reprime presenta nella prassi un minor interesse per chi 15
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I reati di corruzione

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Informazioni tesi

  Autore: Domenico Barone
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Professioni Legali
Anno: 2016
Docente/Relatore: Tiziana Trevisson
Istituito da: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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