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Big Data: dalla Business Intelligence alla Predictive Analytics

Estratto della Tesi di Laura Strano

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16 favorire le funzioni transazionali che sono inserimento, selezione, aggiornamento e cancellazione. La normalizzazione incrementa in modo importante il numero di tabelle utilizzate per contenere i dati. Per consentire una lettura agevole da parte di un utente finale è più adeguato costruire un formato tabellare denormalizzato per il quale occorrono diverse operazioni di JOIN. Il JOIN è una clausola del linguaggio SQL che serve a combinare le tuple di due o più relazioni di un database tramite l'operazione di congiunzione dell'algebra relazionale. Queste operazioni rendono complessa l’estrazione e l’analisi dei dati. Inoltre in un database operazionale i dati hanno una profondità storica limitata: vengono conservati solo i dati effettivamente utili a supportare le operazioni svolte dal programma che utilizza l’archivio, pertanto analisi complesse su questi database risultano piuttosto difficoltose. Per risolvere queste criticità, a partire dagli anni 90, nasce il data warehouse (DW), un database che contiene dati integrati, consistenti e certificati cui afferiscono tutti i processi di business dell’azienda. Il DW è un archivio la cui funzione è la costruzione di una base informativa che cresce nel tempo, utile per fornire informazioni atte alla comprensione di un fenomeno, allo studio di un andamento. La sua profondità storica è, infatti, adatta per studiare l’evoluzione storica delle informazioni. Grazie alle sue caratteristiche il DW costituisce il punto di partenza per costruire le attività analitiche proprie di un sistema di Business Intelligence (BI). Oggi la business intelligence è un sistema di modelli, metodi, processi, persone e strumenti che rendono possibile la raccolta regolare ed organizzata del patrimonio dati generato da un’azienda. Inoltre attraverso elaborazioni, analisi o aggregazioni, ne permette la trasformazione in informazioni, la loro conservazione, reperibilità e presentazione in una forma semplice, flessibile ed efficace, tali da costituire un supporto alle decisioni strategiche, tattiche ed operative. [21] Il concetto di Business Intelligence comparve per la prima volta in un articolo del 1958 del ricercatore dell’IBM Hans Peter Luhn che la definì come “ability to apprehend the interrelationships of presented facts in such a way as to guide action towards a desired goal”. [22]
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Big Data: dalla Business Intelligence alla Predictive Analytics

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Strano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Informatica
  Relatore: Agostino Poggi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

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