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Villa Rovereti Rizzardi: Una villa veneta in Valpolicella vista attraverso la storia delle famiglie che la abitarono

Estratto della Tesi di Beatrice Curti

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12 La famiglia Rovereti nel Veronese 2.1 I Rovereti La famiglia Rovereti, o “Roveretti”, come appare talvolta nei documenti, ha origini lontane dal luogo in cui si stabiliranno, per esattezza tedesche. Viene riportato il nome originale della casata in un documento del 1631: Hertzen 16 . Il cognome italiano, la cui etimologia Francesco Bresaola fa risalire a “rovereto”, cioè distesa di querce 17 , appare per la prima volta nello stesso atto, anche se la casata al tempo era già affermata, viste le relazioni che già intrecciava. In quello stesso anno infatti, Giuseppe Rovereti sposa Cassandra Giuliari, figlia di una tra le famiglie più facoltose della provincia veronese. La famiglia Rovereti vive nella contrà di Mercà Novo prima e nella contrada di S. Sebastiano poi, mantenendo comunque la pertinenza su entrambe le case, in aggiunta a diverse botteghe e palazzi cittadini, dai quali ricavano cospicui affitti. Come moltissime famiglie dell’epoca, anche i Rovereti devono le loro fortuna alle cosiddette “arative”, cioè possedimenti di campagna adibiti alla coltivazione, spesso dotati di casa padronale, o “dominicale”, case per i braccianti, barchesse per immagazzinare i raccolti e un brolo, un piccolo frutteto delimitato da siepi o da un muretto. La maggior parte dei possedimenti di campagna della famiglia si trovavano in Valpolicella, zona da sempre rinomata per la bellezza delle sue colline e la fertilità delle stesse. Per la precisione, i Rovereti potevano vantare vaste possessioni nella zona di San Pietro in Cariano, Bure e Santa Sofia (nel 1653 la pertinenza contava 70 campi, di cui 33 affittati a diverse famiglie contadine) 18 . Ma è a Negrar che la nobile casata possiede la fonte più redditizia dei propri guadagni: un’intera collina, delimitata dal progno, e coltivata a vigne e moreri. Claudio Rovereti nel 1682 annota: «la suddetta [possessione] anziché mai ha reso meno di ducati 350 [l’anno]» 19 . Quattordici anni dopo i suoi figli, Ottaviano e Giuseppe, redigendo l’elenco dei loro possedimenti diranno del prezioso fondo che esso, nonostante si fosse ingrandito di una cospicua parte donata al padre sul finire del 1682 da Marco Maffei, membro di una delle più potenti famiglie veronesi, per restituire un debito, rendeva poco più di 250 ducati; questo a causa di una grave 16 ASVr, Archivio Giuliari, Processi, R. 41. 17 F. Bresaola, Negrar, Verona 1971, pp. 110-111. 18 ASVr, Antichi Estimi Provvisori, reg. 50, c. 36. 19 ASVr, ivi, c. 37. Per la trascrizione del testo originale dei documenti d’archivio si veda la relativa voce in Appendice.
Estratto dalla tesi: Villa Rovereti Rizzardi: Una villa veneta in Valpolicella vista attraverso la storia delle famiglie che la abitarono

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Informazioni tesi

  Autore: Beatrice Curti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Enrico Maria Dal Pozzolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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