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Il Sogno Lucido: da una ricostruzione Storico-Antropologica del fenomeno onirico alle più attuali acquisizioni Psico-Fisiologiche, per un'applicazione in campo Psicoterapeutico

Estratto della Tesi di Valentina Rosone

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11 costituendosi come una preziosa miniera di considerazioni ed intuizioni; di lui Freud scrive infatti che ci ha tramandato l'elaborazione più completa e accurata del sogno nel mondo greco-romano. L’evoluzione analitica vera e propria trova difatti le sue radici nella sua conoscenza onirica (Coelli D., 2013). All’interno di quest’opera, i sogni sono classificati nelle 5 seguenti categorie: enyption, ovvero il sogno senza alcun particolare significato, che comprende a sua volta il sogno erotico (oneirogmòs), l’allucinazione (phantasma), e l’incubo (ephialtes). Vi è poi l’onar, il sogno di carattere divino, spesso velato di simboli, che indicava previsioni; l’horama, o nitida visione, che può comparire nello stato intermedio tra sonno e veglia; ed infine il chrematismos, o sogno oracolare (Guidorizzi G., 1988). Dunque la primitiva, ma culturalmente significativa distinzione operata da Omero riguardo il fenomeno onirico viene mantenuta, subendo una declinazione in un’articolazione più ampia; il sogno ha sempre rivestito, nella storia dell’umanità, e nella pressoché totalità delle culture, una moltitudine di ruoli, e non era mai stato ridotto ad un processo mono-funzionale, prima del XIX secolo. Artemidoro praticò l’arte dell’onirocritica come un vero e proprio lavoro con il quale vivere, al punto da tramandare questa capacità anche al figlio. La sua opera ebbe talmente successo da essere tradotta in arabo, nell’877, da Hunayn ibn Ishaq (809 – 873). Nell’Onirocritica vengono innanzitutto distinti i sogni profetici da quelli non profetici: i primi danno indicazioni riguardo ciò che accadrà, mentre i secondi sono collegati alla sfera delle “passioni”, che tendono difatti a riaffiorare durante il sonno. Oltre al sogno veritiero e profetico, Artemidoro individua un tipo di sogno personale, l’insomnium, il quale “esprimerebbe semplicemente e puramente (in immagini) l’esaudimento di un desiderio o di una aspirazione del momento” (Musatti C., 1976). Tralasciando dunque i sogni di quest’ultimo tipo, quelli profetici si dividono a loro volta in “diretti” e “simbolici”. L’anima, quando deve annunciare avvenimenti che accadranno in breve tempo, li metterebbe in scena nella loro essenza più cruda ed immediata; quando, invece, vuole comunicare situazioni che si avvereranno nel lungo periodo, lo fa servendosi della simbologia, di “immagini proprie e naturali”, che, se propriamente colte, sapranno render conto degli eventi e dei significati che in esse dimorano. In tal riguardo, è opportuno menzionare la descrizione che Artemidoro stesso propone: “Il sogno è un movimento o un’invenzione multiforme dell’anima, che segnala i beni o i mali futuri. Stando così le cose, l’anima preannuncia tutto ciò che accadrà con il trascorrere del tempo, presto o tardi; e fa ciò per mezzo di immagini proprie e naturali, chiamate anche elementi, in quanto essa ritiene che nel frattempo noi possiamo apprendere gli eventi futuri, istruiti dal ragionamento” (Artemidoro, I, 2). La funzione divina e divinatoria del sogno rimane, dunque, alquanto prevalente. Anche per questo motivo l’uomo greco non si accontenta di ricevere un sogno, bensì ne va proprio alla ricerca, attraverso la pratica dell’incubazione. 1.4.1 L’incubazione nella Grecia antica “Incubazione” è una parola latina che proviene dal greco enkoimesis: (ɛνκοιµησις, “dormire nel tempio”). Nell’Epopea di Gilgamesh troviamo, come sopra accennato, ritroviamo questo tipo di pratica; si tratta di un’usanza che affonda le radici nella storia più remota dell’umanità. Si ritrova anche nella cultura babilonese, oltre che in quella sumerica, e verrà poi ripresa dai sacerdoti di Esculapio nell’antica Grecia – che svolgevano questa attività nei loro templi e santuari, anche a scopo terapeutico – per poi proseguire,
Estratto dalla tesi: Il Sogno Lucido: da una ricostruzione Storico-Antropologica del fenomeno onirico alle più attuali acquisizioni Psico-Fisiologiche, per un'applicazione in campo Psicoterapeutico

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Rosone
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Libera Università Vita Salute San Raffaele di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Lucio Sarno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

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Parole chiave

psicoterapia
sogno
coscienza
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consapevolezza
sognare
sogno lucido
laberge
onironautica
lucidità onirica

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