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Perdite e opportunità per l'industria italiana dovute al ripristino di misure protezionistiche

Estratto della Tesi di Gianluca Sementilli

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10 Adam Smith [3] che nel suo saggio „Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni‟ del 1776 esamina i fattori alla base della ricchezza di uno Stato mediante un‟analisi di tipo scientifico fondata sull‟osservazione della realtà sociale, l‟individuazione di ipotesi soddisfacenti il problema e la loro valutazione da cui trarre le giuste conclusioni. La chiarezza e il rigore espositivo hanno fatto del saggio un‟opera miliare dell‟economia politica e l‟autore è di fatto considerato il „padre‟ di questa disciplina [4] . A differenza del mercantilismo [5] che ancora all‟epoca era la principale scuola di pensiero e nel quale la ricchezza era misurata in base all‟accumulo di valuta pregiata, per esempio l‟oro, e al suo saldo positivo nella bilancia commerciale, Smith considerava la moneta solo uno strumento di scambio e identifica nel lavoro, cioè nella produzione di beni, la vera natura della ricchezza delle nazioni. Essa può essere incrementata solo con l‟aumento della produttività che può avvenire con la divisione e la specializzazione del lavoro (è celebre l‟esempio della fabbrica di spilli), la riduzione delle perdite connesse alla realizzazione dei manufatti o con il miglioramento dei processi produttivi dovuti al progresso tecnologico. Sempre secondo Smith la produzione è regolata dalla naturale legge del mercato, cioè dalla variazione della domanda e dell‟offerta del prodotto. Lo Stato perciò non ha il compito di regolare con leggi artificiali ciò che naturalmente avviene in presenza di un libero scambio, ma ha solo l‟onere di garantire il rispetto del diritto e della proprietà privata e l‟amministrazione delle istituzioni pubbliche. L‟imprenditore deve essere perciò lasciato libero di perseguire il proprio interesse personale in modo tale che egli, operando all‟interno di una struttura sociale esistente, prefigge seppur in modo involontario l‟interesse generale. Quindi le azioni dei singoli individui, nel naturale sforzo di migliorare la loro condizione, sono la base per creare una società ricca e prospera, tali che esse, coordinandosi spontaneamente, si orientano al raggiungimento del benessere collettivo. Questo pensiero si fonda sul presupposto di un ordine naturale, di origine provvidenziale (la mano invisibile) tanto da affermare che “con le dottrine di Smith il [3] Adam Smith (1723-90) economista e filosofo scozzese. Titolare della cattedra di filosofia morale all‟Università di Glasgow, espresse il suo presupposto ottimistico in „Teoria dei sentimenti morali‟ del 1759. La sua maggiore opera, „La ricchezza delle nazioni‟ del 1776 è definita come il primo trattato sistematico di economia politica. [4] La pubblicazione del saggio di Adam Smith è convenzionalmente considerata l‟inizio del pensiero economico classico, dopo il mercantilismo e la fisiocrazia, e con esso dell‟economia politica. [5] Il mercantilismo era un indirizzo economico sviluppatosi nei secoli sedicesimo e diciassettesimo che basava la ricchezza sull‟attivo della bilancia commerciale e perciò sull‟afflusso di valuta. Pur non essendo una sistematica scuola di pensiero, ha visto derivare i suoi principi dall‟interpretazione delle politiche economiche, come per esempio in Francia dall‟azione del ministro delle finanze J.B. Colbert (1619-1683).
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Perdite e opportunità per l'industria italiana dovute al ripristino di misure protezionistiche

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Sementilli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria industriale
  Relatore: Francesco Cappa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

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