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Sperimentare l'autoetnografia a teatro. Un percorso di ricerca qualitativa con i Cantieri Meticci a Bologna

Estratto della Tesi di Matilde Valenti

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Estratto dalla tesi: Sperimentare l'autoetnografia a teatro. Un percorso di ricerca qualitativa con i Cantieri Meticci a Bologna
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aggiunge all’esperienza soggettiva percepita, infatti il razzismo non ha necessariamente 
lo stesso impatto sulla vita delle persone; ad esempio l’esperienza della violenza subita 
dalle donne nere si differenzia da quella subita dalle bianche; non si tratta di sommare le 
discriminazioni, quanto piuttosto pensare che la violenza sulle donne nere stia 
nell’intersezione tra sessismo e razzismo. Quest’osservazione consente di mostrare la 
pluralità delle identità nere che non devono essere considerate una realtà monolitica; a 
questo proposito Davis sottolinea le differenze rispetto alla classe sociale di provenienza, 
infatti negli Stati Uniti le bianche appartenenti alla working class potevano avere molte 
più cose in comune alle donne nere rispetto alle bianche di classe media, ad esempio erano 
accomunate dal fatto che entrambe erano costrette a lavorare fuori casa e dovevano quindi 
lottare per un’oppressione diversa da quella del matrimonio visto dal punto di vista delle 
casalinghe subordinate al marito breadwinner.     
Anche Mellino (2012) parla in questi termini di razzismo come effetto di ritorno del 
capitalismo coloniale sull’Occidente stesso; partendo dalle tesi dello studioso peruviano 
Anibal Quijano (2003) mette in luce come il discorso della “razza” sia qualcosa di 
esclusivo della modernità capitalistica occidentale: è importante che il razzismo non 
venga considerato solamente come un impulso nascosto che sarebbe potuto emergere in 
qualunque angolo del mondo e qualsivoglia periodo storico. In alternativa l’autore 
propone una chiave di lettura che parte dalla distinzione teorizzata da Taguieff (1988) 
riguardo un razzismo di vecchio stampo, caratterizzato dal biologismo, e un neo-
razzismo, che si esprime a livello culturale e spirituale, che chiama “razzismo 
differenzialista”, dove l’idea di razza viene sostituita da quella di etnia, ma rimane la 
subalternità di alcuni soggetti e culture rispetto ai dominanti. Mellino (2012) però supera 
questa visione, distanziandosi soprattutto dall’idea che il nuovo razzismo sia privo dello 
sfruttamento materiale che invece caratterizzava il razzismo coloniale, presentando il 
concetto di razzializzazione che utilizza per definire “le ricadute sociali di una 
molteplicità di pratiche istituzionali e non istituzionali e di discorsi, orientati alla 
rappresentazione gerarchizzata di differenze fisiche e culturali, reali e immaginarie e 
dunque al disciplinamento delle relazioni materiali intersoggettive.” (Mellino, 2012 
p.124). Tale concetto permette di descrivere quei processi economici e culturali di 
essenzializzazione, discriminazione, inferiorizzazione, segregazione, ovvero di violenza 
materiale e simbolica, a cui alcuni gruppi oggi in Italia e in Europa sono sottomessi, con

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Sperimentare l'autoetnografia a teatro. Un percorso di ricerca qualitativa con i Cantieri Meticci a Bologna

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Informazioni tesi

  Autore: Matilde Valenti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata (FSPPA)
  Corso: Culture, formazione e società globale
  Relatore: Annalisa Frisina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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Parole chiave

migrazioni
ricerca sociale
razzismo
spazio pubblico
inclusione sociale
arti performative
studi postcoloniali
autoetnografia

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