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Dalla schizofrenia allo schizofrenico. Interesse, Prossimità, Incontro.

Estratto della Tesi di Matteo Gatti

Estratto dalla tesi: Dalla schizofrenia allo schizofrenico. Interesse, Prossimità, Incontro.
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La schizofrenia, infatti, è compresa nella categoria dei disturbi psicotici, caratterizzati 
principalmente dalla perdita del senso di realtà lungo un gradiente quali-quantitativo, 
deficit, questo, che si esplica in uno o più difetti psicopatologici che mi appresto a 
trattare, concernenti rispettivamente a: processi e/o contenuti di pensiero, percezioni e 
sensazioni, comportamento e affettività. 
Il delirio è un’anomalia che riguarda i contenuti di pensiero, è un insieme di credenze 
fallaci ma incrollabili, resistenti alle controprove logiche: ogni prova contraddittoria è 
incorporata nel delirio. Può essere bizzarro, se impossibile, almeno relativamente alla 
cultura di appartenenza, poiché non generato a partire da un dato di realtà (es., l’idea di 
essere costantemente rapito dagli alieni per esperimenti eugenetici) o non bizzarro, se 
possibile ma improbabile, poiché basato su dati di realtà associati dal paziente secondo 
norme idiosincratiche (es., essere perseguitato da tutte le persone con un cappello).  
Ne esistono varie tipologie, differenti tra loro per contenuto: delirio di persecuzione, di 
riferimento, di grandezza, erotomanici, nichilistici, somatici, di controllo. 
Le allucinazioni sono anomalie percettive e sensoriali e possono presentarsi in 
qualunque modalità sensoriale (uditive, visive etc.); sono produzioni interne al soggetto 
ma percepite come fossero esterne, sono esperienze simil-percettive che si verificano 
senza uno stimolo esterno (APA, 2013) e si riferiscono ad alcune tematiche frequenti, 
quali la persecuzione, la punizione per un peccato o la grandiosità. 
I processi di pensiero del paziente risultano disorganizzati e ciò è deducibile dal suo 
eloquio: il soggetto può deragliare da un argomento all’altro senza apparente 
connessione logica, il cosiddetto allentamento dei nessi associativi (ivi), o può fornire 
risposte non correlate alle domande formulategli (tangenzialità), fino ad arrivare 
all’incoerenza o insalata di parole, sul continuum grave della disorganizzazione. Questa 
disorganizzazione è definita disturbo formale del pensiero (ivi). 
Il soggetto psicotico assume poi un comportamento motorio grossolanamente 
disorganizzato o anormale cioè anomalie in qualunque forma di comportamento 
finalizzato con conseguenti difficoltà nell’esecuzione delle attività quotidiane (ivi), che 
può assumere la forma di infantilismi, estrema agitazione o catatonia. Quest’ultimo 
sintomo è un’inerzia e una perdita di iniziativa motoria e può essere di diversa intensità, 
dal negativismo, cioè la resistenza alle istruzioni impartite, al mutismo o stupor, cioè 
assenza di ogni risposta, fino all’eccitamento catatonico, un comportamento ripetuto in

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Dalla schizofrenia allo schizofrenico. Interesse, Prossimità, Incontro.

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Gatti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Elena Acquarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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