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Il Pubblico Ministero nel Processo Civile

Estratto della Tesi di Immacolata Mecca

Estratto dalla tesi: Il Pubblico Ministero nel Processo Civile
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retaggi dell'Ancién regime, del feudalesimo, dell'assolutismo e creando una 
società prevalentemente borghese. 
La Commissione per la redazione del codice giudiziario fu riunita dal 
Ministro della giustizia su incarico dei tre consoli il 24 marzo 1802: il codice si 
articolava in sei leggi e i lavori furono portati avanti senza la supervisione di 
Napoleone che nel frattempo era impegnato nella campagna di Germania. 
In questo contesto storico, le norme che riguardavano il pubblico ministero si 
prestano ad una duplice lettura: da un lato l'ampliamento dei poteri e la 
collocazione della figura del Pubblico Ministero nell'ambito di riforme che 
tendono a porre le basi di una legislazione moderna, che sarà poi d'esempio per la 
redazione dei codici attuali, quale frutto della modernità ed erede dei principi 
fondamentali di giustizia ed uguaglianza posti dalla rivoluzione francese, ci fa 
guardare a codeste norme come esempi di straordinaria modernità e volte ad 
assicurare il buon funzionamento della giustizia civile grazie alle ampie 
attribuzioni riguardanti procedimenti speciali quali lo stato delle persone, la 
libertà individuale, le interdizioni, le cause riguardanti i minori ecc. 
Per altro verso, sotto il profilo dell'organizzazione giudiziaria, il Pubblico 
Ministero fu costruito come una figura ancora molto legata al passato e 
all'assolutismo monarchico, asservito al potere esecutivo, come traspare dal 
Regolamento Organico Della Giustizia Civile e Putativa emanato quasi 
contemporaneamente al codice napoleonico nel giugno 1806, di cui fa parte e che 
integra. Gli art. 108 e 109 infatti, stabilivano rispettivamente che «Gli ufficiali 
incaricati del Ministero pubblico sono agenti del governo presso i Giudici, i 
Tribunali e le Corti» e che «invigilano sulla osservanza delle leggi che 
interessano l'ordine pubblico, ed alla regolare esecuzione dei giudicati». 
Quindi, si comprende come il potere esecutivo che dirigeva appunto gli uffici 
del Pubblico Ministero potesse interferire nell'operato di quest'ultimo e perfino 
ordinare ai Procuratori di intervenire in situazioni ove fosse in pericolo l'ordine 
pubblico, la quale espressione, come si può immaginare, generica e mancante di 
specificazione, si prestava a variegate interpretazioni, con il risultato di ampliare 
di molto il raggio d'azione nel quale il potere esecutivo poteva legittimamente 
imporsi. Gli uffici del Pubblico Ministero erano organizzati secondo un ordine

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Il Pubblico Ministero nel Processo Civile

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Informazioni tesi

  Autore: Immacolata Mecca
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Mario Fuiano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

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codice civile
pubblico ministero
processo civile
procuratore
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