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L'approccio cognitivo comportamentale ai disturbi d'ansia

Estratto della Tesi di Michela Gritti

Estratto dalla tesi: L'approccio cognitivo comportamentale ai disturbi d'ansia
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Generazione e mantenimento dell’ansia 
 
“L’unica cosa di cui aver paura  
è la paura”  
-Franklin Delano Roosevelt- 
 
Gli autori del testo esaminato sostengono che ogni azione umana sia governata da uno 
scopo ben preciso. 
La mente regola il comportamento al fine di raggiungere degli scopi, ogni azione è tesa 
a produrre una modificazione della situazione presente in una considerata più 
favorevole. Nel loro insieme gli scopi costituiscono il sistema motivazionale 
dell’individuo; sono questi a orientare il comportamento e a costituirne il fine. La 
maggior parte degli scopi che guidano il comportamento quotidiano, e che sono 
raggiunti con condotte più o meno complesse ma comunque limitate nel tempo, sono 
scopi cosiddetti “strumentali” in quanto costituiscono a loro volta un modo per 
raggiungere scopi via via più importanti. Lo scopo di alzarsi presto la mattina può 
rimandare allo scopo più importante di arrivare in tempo all’università, e questo allo 
scopo di seguire le lezioni con cura allo scopo di essere promossi a quel particolare 
esame, che rimanda a sua volta allo scopo di laurearsi. Continuando così si arriverà allo 
scopo che il soggetto considera “terminale”, vale a dire uno stato desiderato in assoluto, 
un bene in sé che non rimanda a null’altro di ulteriore. Uno scopo terminale che è 
perseguito attraverso molteplici famiglie di scopi strumentali costituisce una sorta di 
obiettivo esistenziale che il soggetto sceglie per sé e che guida strategicamente il suo 
comportamento. Ogni individuo possiede una personale scala di valori rappresentabile 
figurativamente attraverso una piramide al cui vertice risiedono un numero limitato di 
mete terminali e alla base una maggiore quantità di scopi strumentali: più un fine si 
avvicinerà gerarchicamente al vertice tanto maggiore sarà la sua desiderabilità. 
L’intensità dell’ansia dipende dunque, in maniera proporzionale, dal valore del fine che 
si avverte in pericolo.  
 L’ambiente a tal proposito svolge un ruolo fondamentale, esso può essere riconosciuto 
come ostile ed estremamente potente e quindi in grado di minacciare in grave misura il 
perseguimento del proprio scopo: “Sono nelle mani di un professore che da sempre ce

Estratto dalla tesi:

L'approccio cognitivo comportamentale ai disturbi d'ansia

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Informazioni tesi

  Autore: Michela Gritti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Alberto Zatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

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Parole chiave

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