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Le dinamiche di riconoscimento dei volti stranieri e l’effetto hijāb

Estratto della Tesi di Patrizia Dal Monte

Estratto dalla tesi: Le dinamiche di riconoscimento dei volti stranieri e l’effetto hijāb
funzioni  senza bisogno di  attivare rappresentazioni semantiche. Se l’oggetto è significante in se stesso
la percezione diventa una raccolta: Gibson formula la “Information Pickup Theory” (1979),  in cui
afferma che tutte le percezioni avvengono in relazione alla posizione del corpo e alle sue attività e in
funzione dell'ambiente.
   
   Riguardo al concetto di selezione percettiva possiamo cercare di definire un contributo gibsoniano:
selezionare qui non avviene in seguito ad una ricerca istintiva d’ordine, di armonia che accomuna il
simile ed esclude il diverso, ma in base alla funzione di per. La selezione percettiva ha dunque una
dimensione funzionale, caratteristica che ritroviamo anche nella categorizzazione percettiva e sociale di
cui parleremo in seguito.
   Importante anche l’associazione percezione-azione che vi appare e che ha ricevuto ulteriore
attenzione negli studi di autori successivi ancorandola alle strutture neurali, arrivando a costituire uno
dei modelli più influenti nel panorama attuale. Riassumendo l’evoluzione di tali ricerche potremmo
dire che si è passati da un’ipotesi iniziale più definitoria e scissa di due vie che veicolano ciascuna
informazioni specifiche, la via ventrale verso il lobo temporale che elabora gli attributi come colore e
forma utili al riconoscimento (via del cosa) e la via dorsale verso la parte posteriore del lobo parietale
(via del dove) ad una molto più articolata e che si articola sempre più (e.g. Milner & Goodale, 1995,
2008), in cui compaiono anche, per alcuni autori, le funzioni implementate dal sistema dei neuroni
specchio, ossia da circuiti neurali che codificano i modelli interni delle azioni e sono in grado di
mettere in relazione le azioni eseguite dal percettore con quelle osservate nell’esecuzione di altre
persone (e.g. Rizzolatti e Sinigaglia, 2006).
   Quest’ultima prospettiva è per noi interessante in quanto suggerisce un tipo di influenza sulla
percezione che viene dalle azioni degli altri, da ciò che gli altri compiono, c’è dunque anche
un’influenza sociale nella selezione percettiva che passa attraverso il vedere le azioni altrui. L’influenza
dell’altro, inteso anche nel senso ampio di cultura o di società è essenziale non solo a livello percettivo,
ma anche nella categorizzazione sociale.
   Un altro modello a cui vogliamo fare cenno è il modello bayesiano della percezione,
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 lo riteniamo
importante perché esso introduce ulteriori gradi di libertà tra le potenzialità conoscitive del sistema
percettivo e le potenzialità delle informazioni sensoriali e ne evidenzia la reciproca influenza. Lo fa
considerando il sistema percettivo in modo meno rigido, e cioè informato non da leggi, ma da
aspettative molto generali sulle regolarità statistiche che caratterizzano gli oggetti e l’ambiente. Allo
stesso modo le informazioni sensoriali vengono considerate nella loro specificità e procedere storico e
il loro interagire assume una forma ciclica. L’esito percettivo dunque dipende sempre da un
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“Il modello bayesiano della percezione deriva dalle idee di Helmholtz e dei costruttivisti neo-helmoholtziani […] Come
per Helmholtz, per i bayesiani i percetti sono una sorta di conclusione sul mondo con cui entriamo in contatto attraverso
i sensi, conclusione tratta a partire da premesse in parte esterne (gli stimoli disponibili) e in parte interne (le conoscenze
dell’osservatore) (Bruno,  2014, p. 42)”.
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Estratto dalla tesi:

Le dinamiche di riconoscimento dei volti stranieri e l’effetto hijāb

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Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Dal Monte
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Cristina Iani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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