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La disciplina delle intercettazioni tra tutela della riservatezza ed esigenze investigative

Informazioni tesi

  Autore: Pietro de Gaetano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alessia Aito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

La presente tesi vuol dare una panoramica generale, dopo un'approfondita disamina della giurisprudenza e della prassi al tempo della previgente normativa, della nuova disciplina riguardante la procedura delle intercettazioni così come modificata dalla cosiddetta riforma Orlando. Nei primi due capitoli vengono definiti i presupposti costituzionali e procedurali. In particolare nel primo capitolo si è trattato dell'art. 15 Cost. e delle riserve di legge e di giurisdizione a esso afferenti; sono stati definiti i termini di comunicazione e conversazione, e la differenza tra riservatezza e privacy; infine sono stati enucleati gli aspetti oggettivi e soggettivi del concetto di intercettazione, specialmente della natura di mezzo di ricerca della prova "a sorpresa". Nel secondo capitolo si è trattato in generale del procedimento di effettuazione delle intercettazioni, a partire dai presupposti legali e finendo con la selezione degli esiti captativi, oltre che della dottrina e della giurisprudenza riguardanti gli aspetti discrezionali e più delicati della procedura, che hanno sicuramente contribuito al fiorire dei dibattiti: la motivazione degli atti, i presupposti della procedura d'urgenza; inoltre sono state introdotte le nuove procedure riguardanti il deposito e il relativo termine di consultazione e copia degli atti dato alla difesa, e le motivazioni della posticipazione dell'attività di trascrizione. Nel terzo capitolo si è in generale parlato dell'utilizzabilità delle intercettazioni, quindi della storica sentenza della Corte Costituzionale 34/1973, proseguendo poi con la disamina dell'art. 271 c.p.p. e della giurisprudenza circa l'utilizzabilità delle videoregistrazioni. Nel quarto e ultimo capitolo viene introdotta la riforma: si sviscerano dalla legge delega i principi legati alla creazione della riforma delegata, e si confronta l'effettivo rispetto di essi all'interno del decreto legislativo, oltre alla disciplina relativa al captatore informatico e dell'introduzione del nuovo reato di illecita diffusione di riprese e registrazioni; se ne evidenziano poi i vari rilievi effettuati dalla dottrina.

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  Anno: 2017-18
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  Lingua: Italiano
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II. La disciplina delle intercettazioni telefoniche e ambientali 1. I presupposti Prima della riforma del codice di procedura penale avvenuta nel 1988, vi era un forte dibattito sull’ammissibilità delle fonti di prova rinvenute attraverso le operazioni di captazione delle comunicazioni telefoniche, nonché sulla legittimità, invece, delle conversazioni inter praesentes, a causa del vuoto normativo esistente. Per la disposizione dell’art. 15 Cost. e in ossequio al principio di riserva di legge, la dottrina maggioritaria sosteneva che la disciplina in materia fosse requisito indispensabile all’attuazione di atti invasivi della libertà e della segretezza delle comunicazioni, nondimeno qualora particolari fattispecie non fossero assolutamente previste dal dettato normativo. La lacuna per quel che riguarda le intercettazioni ambientali è stata colmata attraverso la disposizione di cui all’art. 266, co. 2 c.p.p.: rubricato ‘‘Limiti di ammissibilità’’, introduce una serie di regole «che, in quanto destinate a valere in una serie di processi privi dei connotati della criminalità organizzata, possono ritenersi le regole ‘’ordinarie’’ in materia di ammissibilità delle operazioni di intercettazione telefonica» . 132 L’articolo de quo, innanzitutto, segna i limiti entro i quali si possono compiere atti intercettativi di comunicazioni e conversazioni in relazione ai reati che originano i procedimenti. La disposizione è rafforzata dall’art. 271 c.p.p., il quale dispone al co. 1 che «i risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati qualora le stesse siano state eseguite fuori dei casi consentiti dalla legge» . Tale elenco tassativo si è reso necessario dopo che, con una pronuncia della Corte 133 Costituzionale , è stato osservato come, senza un’adeguata restrizione in ragione della gravità e 134 dell’incidenza di tali atti sulla sfera intima dei soggetti, le intercettazioni potevano essere E. APRILE & F. SPIEZIA, Le intercettazioni telefoniche e ambientali, op. cit., pag. 3. 132 Si può citare la Cass. pen., Sez. I, 4 giugno 1992, n. 2623, Filannino; viene statuito che nel decreto autorizzativo 133 l’indicazione specifica dell’articolo di legge violato, o del titolo di reato ravvisabile nei fatti per cui s’indaga, non sono necessarie, essendo sufficiente la risultanza dal contenuto complessivo che l’intercettazione sia stata concessa per uno dei reati espressamente previsti dalla legge. Corte Cost., 4 aprile 1973, n. 34. 134 42

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