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L'impairment test dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori nei principali club europei quotati in borsa

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Pinna
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Gianluigi Roberto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

Negli ultimi 20 anni l'industria del calcio europeo ha conosciuto una fase di progresso continuo che ancora oggi avanza inarrestabile. La realtà delle società di calcio professionistiche si è evoluta di pari passo con la disciplina normativa che regola la loro speciale attività, con l’istituzione di regolamenti sempre più stringenti e severi necessari per tutelare un settore sempre più rilevante dal punto di vista sociale ed economico. In un simile contesto, è importante cercare di comprendere come le società di calcio sono tenute a valutare contabilmente il loro asset strategico più importante, rappresentato dai “diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori”. Le società di calcio professionistiche europee svolgono la loro attività e predispongono la propria informativa di bilancio sulla base della disciplina contenuta nel regolamento UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations. Il regolamento detta le regole di base per la predisposizione del bilancio d’esercizio delle società calcistiche, ed elenca i criteri contabili per la valutazione dei diritti alle prestazioni dei calciatori. Secondo il UEFA Club Licensing, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori devono essere valutati come “attività immateriali, iscritti in bilancio inizialmente secondo il criterio del “costo”, e ammortizzati lungo la loro vita utile pari alla durata del contratto stipulato tra il club e il giocatore. Inoltre, devono essere sottoposti annualmente a impairment test per l’identificazione di eventuali perdite di valore e quindi eventualmente svalutati. Un impairment test viene eseguito per valutare se un elemento dell’attivo patrimoniale è iscritto in bilancio ad un valore effettivamente recuperabile. Il valore contabile di un’attività deve essere ridotto se in seguito all’impairment risulta che l’elemento patrimoniale considerato presenta un valore effettivo inferiore. In questo senso, il regolamento UEFA è dichiaratamente ispirato ai principi contabili internazionali IAS/IFRS e, in modo particolare, allo IAS 38 in tema di valutazione delle attività immateriali e allo IAS 36 per quanto riguarda il trattamento contabile delle perdite per riduzione di valore delle attività. L’obiettivo di questo lavoro, quindi, è innanzitutto quello di capire come le società di calcio professionistiche valutano contabilmente il loro asset strategico più importante, e più specificamente si vuole comprendere come devono essere applicate le norme che impongono l’esecuzione periodica dell’impairment test per queste attività immateriali, tema che assume notevole importanza nelle valutazioni di bilancio delle maggiori società calcistiche internazionali. Per la realizzazione di questo studio è stato selezionato un campione costituito da 12 società calcistiche europee quotate in borsa e che partecipano ai principali campionati nazionali europei, individuate tra i 24 club europei attualmente presenti nei mercati finanziari. Le società analizzate sono: Ajax, Benfica, Borussia Dortmund, Celtic, Juventus, Lazio, Lione, Manchester United, Porto, Rangers, Roma, Sporting Lisbona. Non sono state prese in considerazione le società appartenenti alle federazioni nazionali ritenute di minore interesse da un punto di vista sportivo. La scelta dei club elencati è motivata dal fatto che la natura delle società quotate implica l’obbligo e la necessità di fornire un elevato livello di informativa di bilancio. L’elaborato, in questo modo, mira ad illustrare come i principi contabili IAS/IFRS e UEFA sono applicati nel mondo delle imprese calcistiche. La tesi è articolata in sei capitoli più una parte conclusiva. Il primo capitolo introduce i principi contabili internazionali e la disciplina sulla redazione del bilancio d’esercizio in ambito IAS/IFRS, mentre il secondo e il terzo capitolo offrono un approfondimento sui due già citati principi contabili specifici, lo IAS 38 “Attività immateriali” e lo IAS 36 “Riduzione di valore delle attività”. Il quarto capitolo, invece, descrive il bilancio delle società di calcio professionistiche, nelle sue caratteristiche peculiari, e illustra la disciplina normativa di riferimento contenuta nel regolamento UEFA Club Licensing. Il quinto capitolo presenta un approfondimento teorico sul tema dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, con una revisione della letteratura disponibile, più una serie di casi di esempio applicativi sulle operazioni contabili tipiche per tale posta patrimoniale. Il sesto capitolo, infine, si propone di investigare sull’applicazione delle norme che regolano e impongono l’esecuzione dell’impairment test per i diritti alle prestazioni dei calciatori nella realtà operativa delle società di calcio professionistiche. La lettura e l’analisi delle più recenti relazioni finanziarie pubblicate dalle società studiate ha consentito di trarre delle opportune considerazioni finali espresse sulla base delle evidenze ottenute, esposte nella parte conclusiva dell’elaborato.

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Pinna
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Gianluigi Roberto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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4 Introduzione Negli ultimi 20 anni l'industria del calcio europeo ha conosciuto una fase di progresso continuo che ancora oggi avanza inarrestabile. Il calcio è diventato un fenomeno di proporzioni mondiali, le entrate sono cresciute in modo esponenziale e le partite sono diventate importanti eventi sportivi e commerciali. I nuovi investimenti, i contratti di sponsorizzazione e i prezzi pagati per gli ingaggi e gli acquisti dei calciatori hanno raggiunto cifre impossibili da immaginare fino a pochi decenni fa, contribuendo a delineare un quadro così affascinante e attraente per i tifosi e gli addetti ai lavori, ma anche preoccupante per le autorità. La realtà delle società di calcio professionistiche si è evoluta di pari passo con la disciplina normativa che regola la loro speciale attività, con l’istituzione di regolamenti sempre più stringenti e severi necessari per tutelare un settore sempre più rilevante dal punto di vista sociale ed economico. In un simile contesto, è senz’altro importante cercare di comprendere come le società di calcio sono tenute a valutare contabilmente il loro asset strategico più importante, rappresentato dai diritti allo sfruttamento delle prestazioni sportive dei calciatori della propria squadra. Infatti, la voce contabile “diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori” è l’elemento che ha maggiore peso nell’attivo di bilancio di una società di calcio, e assume una rilevanza notevole nelle valutazioni dei club più ricchi nel calcio dei nostri giorni. Come è noto, le società di calcio professionistiche europee svolgono la loro attività e predispongono la propria informativa di bilancio sulla base della disciplina contenuta nel regolamento UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations, emanato appunto dalla massima autorità del calcio continentale. Il regolamento UEFA deve essere obbligatoriamente applicato dalle società calcistiche iscritte nei massimi campionati organizzati dalle federazioni nazionali europee, e costituisce requisito necessario per poter partecipare alle competizioni internazionali UEFA, obbiettivo primario dei principali club del vecchio continente. Il regolamento disciplina ogni aspetto dell’attività tipica dei club, compresa la gestione economico-finanziaria, e detta le regole di base per la predisposizione del bilancio d’esercizio delle società calcistiche. I club interessati, quindi, devono osservare e rispettare una serie di criteri e requisiti contabili fissati dal regolamento, con particolare attenzione dedicata alla valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori. Questa voce di bilancio viene considerata come un’attività immateriale, e deve essere contabilizzata secondo le regole previste per tale tipologia di attività. Secondo il UEFA Club Licensing, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori devono essere valutati inizialmente secondo il criterio del “costo”, e ammortizzati lungo la loro vita utile pari alla durata del contratto stipulato tra il club e il giocatore. Inoltre, devono essere sottoposti annualmente a impairment test per l’identificazione di eventuali perdite di valore e quindi eventualmente svalutati. Un impairment test viene eseguito per valutare se un elemento dell’attivo patrimoniale è iscritto in bilancio ad un valore effettivamente recuperabile. Il valore contabile di un’attività deve essere ridotto se in seguito all’impairment risulta che l’elemento patrimoniale considerato presenta un valore effettivo inferiore. In questo senso, il regolamento UEFA è dichiaratamente ispirato ai principi contabili internazionali IAS/IFRS e, in modo particolare, allo IAS 38 in tema di valutazione delle attività immateriali e allo IAS 36 per quanto riguarda il trattamento contabile delle perdite per riduzione di valore delle attività. Dunque, sebbene le società calcistiche europee tenute ad applicare i principi contabili internazionali rappresentino una minoranza, è importante tenere in considerazione il fatto che la disciplina generale che detta le norme contabili e di redazione del bilancio nel settore calcistico sia stata scritta sulla base dei principi IAS/IFRS. L’obiettivo di questo lavoro, quindi, è innanzitutto quello di capire come le società di calcio professionistiche valutano contabilmente il loro asset strategico più importante. Più specificamente, si vuole comprendere come devono essere applicate le norme che impongono l’esecuzione periodica dell’impairment test per queste attività immateriali, così particolari da richiedere un’opportuna interpretazione dei principi contabili di riferimento che si è tradotta nella stesura di uno specifico corpo normativo aggiuntivo dedicato alla loro trattazione. Il tema assume notevole importanza nelle valutazioni di bilancio delle maggiori società calcistiche

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Parole chiave

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principi contabili internazionali
licenze uefa
bilancio ias/ifrs
fair-play finanziario
tesi calcio
bilancio società quotate
bilancio società calcistiche
diritti prestazioni calciatori
contabilità calcio

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