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La condizione delle detenute madri nell'ordinamento giuridico italiano

Informazioni tesi

  Autore: Adriana Caforio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonella Massaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

La condizione delle detenute madri è una delle questioni più delicate e combattute degli ultimi anni che ha visto l'azione propulsiva del legislatore scontrarsi con le difficoltà del diritto vivente. Si arriva così al paradosso di dover scegliere tra diritti fondamentali.
L’evoluzione del diritto e della giurisprudenza nazionale, europea ed internazionale ha rappresentato un cambiamento dell’intero ordinamento giuridico, un progressivo riconoscimento di diritti “emersi” e di nuove aspettative di vita per i soggetti privati della libertà personale, una rivoluzione di diritti, di umanità.
Una donna colpevole prima che una madre o un figlio tra le sbarre prima che un bambino libero?
La pena detentiva della madre che si scontra inevitabilmente con il diritto del minore di vivere in un ambiente adatto alla sua crescita e anche se non si potrà impedire che ciò avvenga troppo in fretta... la spinta per un futuro migliore, in una società di diritto fondata sui diritti umani, potrà esserci solo con una scommessa sui bambini e sugli adolescenti.
Valorizzando la formazione, l’educazione e l’attenzione nutrita per i minori, per la società adulta del domani, una scommessa ma anche una speranza.

“Educa i bambini e non sarà necessario poi punire gli uomini”
-Pitagora-

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  Autore: Adriana Caforio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonella Massaro
  Lingua: Italiano
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7 CAPITOLO I DONNE DETENUTE, “MADRI DALLE MANI LEGATE” SOMMARIO: 1. Essere donna. In carcere. - 1.2. I legami affettivi e la psicologia penitenziaria - 2. Genitorialità ristretta e percorso penale: “Un nido di… vespe” - 2.1. Rapporto madre/figlio all’interno del carcere. «Il lamento di Danae» - 3. Sistema penale e Costituzione: rivoluzione di diritti, evoluzione di umanità - 4. Il ruolo delle madri in carcere - 4.1. Tutela dell’infanzia in prigione. Il "diritto di esser piccoli". - 5. Sanità e carcere. 1. Essere donna. In carcere La condizione delle detenute all’interno del sistema giuridico italiano è divenuta oggetto di dibattiti ed indagini solo di recente, dopo un’evoluzione che ha posto le sue radici nella storia della nostra legislazione e nella concezione etica e sociale che ha visto l’Italia immersa in grandi cambiamenti. La criminalità e la detenzione femminile, nonostante siano considerate una minoranza del fenomeno carcerario globale, presentano delle specificità rilevanti che meritano di essere prese in esame, anche al fine di introdurre leggi ad hoc idonee a garantirne la tutela. Comprendere i mutamenti storici 1 e le vicende che hanno caratterizzato questo fenomeno è importante per determinare le criticità da sanare ed eventuali soluzioni da apportare. Storicamente la donna delinquente, colpevole di aver commesso un reato, veniva giudicata dalla società come deviata, incapace di essere una buona madre. L’ idea condivisa era quella che una donna dovesse conformarsi a regole di comportamento considerate consone al mondo e alla natura femminile, quindi lontane dalla violenza e vicine alla cura della famiglia. 1 Sul punto, in particolare, E. CAMPELLI, Donne in carcere: ricerca sulla detenzione femminile in Italia, Milano, Feltrinelli, 1992, p. 15 ss.; C. BRUNETTI, M. ZICCONE, Manuale di diritto penitenziario, Piacenza, La tribuna, 2004, p. 429; A. ROSCIOLI, La condizione della donna detenuta, in Autonomie locali e servizi sociali, Bologna, 2007, n. 3, pp. 459-466.

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