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La repressione del fenomeno mafioso in Italia dal 1861 al secondo dopoguerra

Informazioni tesi

  Autore: Michele Aloisio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Mastroberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

Il presente lavoro si concentra sull'indagine dei metodi di individuazione, lotta e repressione del fenomeno mafioso attraverso la ricerca e l'analisi di varie fonti storiche e giurisprudenziali. Si è scelto di suddividere la presente tesi di laurea in quattro periodi storici proprio a voler ripercorrere le varie fasi dell'ascesa e del relativo contrasto, da parte dello Stato italiano, alla mafia. Parlando di criminalità organizzata si è deciso di spostare il baricentro dell'analisi sulla “Cosa Nostra” siciliana, in quanto viene considerata, insieme alla “Camorra”, una delle organizzazioni delinquenziali più antiche, ed in base ai lavori della dottrina e giurisprudenza, una delle più radicate nel territorio.
Nel primo capitolo, dopo una breve analisi storica e semantica del termine “mafia”, la trattazione ripercorrerà il periodo post-unitario fino ai primi del Novecento; l'ascesa del fenomeno mafioso non potrà che cominciare dalle prime fonti giuridiche che attestano la presenza, nel territorio della Sicilia, di questa entità ancora non ben identificata di tipo parastatale, composta da più “sette” o “associazioni” di malandrini, che si sostituisce allo Stato o lo affianca dove non riesce ad intervenire in prima persona. Essenziali, per questa prima parte, saranno le relazioni e gli studi parlamentari, come la Commissione Bonfadini e la relazione Franchetti/Sonnino, che consentiranno di descrivere uno spaccato economico e sociale della Sicilia post-Borbonica, ancorata ad un'economia di tipo agreste nelle aree interne e un'intensificazione degli scambi commerciali sulla costa. La magistratura fatica a rapportarsi alle nuove realtà della regione tanto da rimaneggiare, molto spesso, le norme giuridiche e i codici, tentando di identificare al meglio le caratteristiche essenziali di questi gruppi e soprattutto le singole fattispecie criminose.
Nel secondo capitolo si esporranno il problema del latifondo e della cosiddetta “mafia in guanti gialli”; concetto elaborato nei primi del Novecento dal giurista Gaetano Mosca, che ci permetterà di analizzare la nascita di “quell'alta mafia” che, attraverso l'assidua ricerca di amicizie potenti, interagirà con il mondo politico in maniera sempre più incisiva. Verrà analizzato il tentativo accanito di lotta al fenomeno durante il ventennio fascista e di spicco sarà la figura del “prefetto di ferro” Cesare Mori che delineò un sistema inflessibile di misure repressive.
Nel terzo capitolo si ripercorrerà il periodo susseguente al dopoguerra mettendo in risalto la capacità di adattamento della mafia ai nuovi mercati. Se, in un primo momento, essa veniva accomunata all'economia agreste, dagli anni 50 in poi si assiste ad una mutazione sempre più evidente di come essa riesca a penetrare in ogni settore. In questa terza parte sarà fondamentale ripercorrere i passaggi che portarono all'istituzione della prima commissione parlamentare antimafia nel 1962 a seguito di eventi che sconvolsero l'opinione pubblica; da qui i contributi della relazione di minoranza di due figure di spicco come l'onorevole Pio La Torre e il giudice Cesare Terranova che permetteranno, per la prima volta, di presentare, in concreto, azioni repressive nei confronti della mafia. Da qui le prime Leggi come la n. 575 del 1965 che elabora il concetto di associazione mafiosa introducendo le prime norme di tipo repressivo. Il capitolo ci concluderà trattando dei primi grandi ed infruttuosi processi degli anni 60 (Catanzaro e Bari).
Dopo aver analizzato la legislazione emergenziale degli anni Settanta, nel quarto capitolo l'attenzione si focalizzerà sul mutamento repentino degli asset mafiosi, a seguito del cambio di governance interna ed esterna, grazie ai presunti accordi politici (è il periodo tristemente noto come la “mattanza”).
Seguirà la disamina dell'entrata in vigore della legge Rognoni/La Torre, che segna un punto di svolta nella giurisprudenza italiana con l'istituzione del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso (Art. 416 bis c.p.) .
Il presente elaborato si concluderà approfondendo la brillante intuizione del magistrato Rocco Chinnici: la creazione di un pool di magistrati concentrati esclusivamente sui reati di mafia e sulle indagini bancarie che consentiranno l'istituzione del Maxiprocesso di Palermo dove si confermeranno, presso la Corte di Cassazione, definitivamente, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia con l'ufficiale riconoscimento della mafia come organizzazione criminale, con una propria gerarchia e delle proprie norme.

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  Lingua: Italiano
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4 Introduzione Il presente lavoro si concentra sull’indagine dei metodi di individuazione, lotta e repressione del fenomeno mafioso attraverso la ricerca e l’analisi di varie fonti storiche e giurisprudenziali. Si è scelto di suddividere la presente tesi di laurea in quattro periodi storici proprio a voler ripercorrere le varie fasi dell’ascesa e del relativo contrasto, da parte dello Stato italiano, alla mafia. Parlando di criminalità organizzata si è deciso di spostare il baricentro dell’analisi sulla “Cosa Nostra” siciliana, in quanto viene considerata, insieme alla “Camorra”, una delle organizzazioni delinquenziali più antiche, ed in base ai lavori della dottrina e giurisprudenza, una delle più radicate nel territorio. Da sempre al centro dell’attenzione di varie scienze (giuridiche, sociali, politiche), il fenomeno mafioso ha interessato più o meno costantemente, a seconda delle efferatezze procurate, anche l’opinione pubblica. Dopo esser stato considerato a lungo una caratteristica comportamentale propria delle popolazioni del sud Italia, in seguito, a causa della violenta escalation di delitti, le istituzioni hanno progressivamente preso coscienza della pericolosità di questa organizzazione incancrenitasi a vari livelli in tutto il resto del Paese.

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