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''Nati due volte'' di Giuseppe Pontiggia: pedagogia della narrazione

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59 Nella stessa frase in commento, successivamente al corsivo, notiamo subito, sottolineato dal monologo del docente come inciso, il linguaggio non verbale del direttore. Inoltre, nello stesso monologo, il docente enfatizza la portata espressiva del gesto, ponendo un accento d'insistenza sul fatto che il direttore, precedentemente, abbia già usato lo stesso linguaggio del corpo. La domanda di verifica del docente, successiva, è una domanda retorica indiretta: ciò in quanto il locutore finge di non capire a che cosa si stia riferendo il direttore, mentre invece il suo linguaggio del corpo tradisce il tentativo di nascondere la comprensione della domanda. Il monologo interiore, in cui il docente sente un tremore nelle vene, potrebbe essere individuato come zona mediana del climax ascendente di tensione tra direttore e docente. Subito dopo il tremore nelle vene del docente, presentimento fisico dell'opportunismo onnipresente del direttore, svela in tutta la sua gravità la patologia comportamentale del direttore. Nel brano successivo, la risposta esclamativa del direttore pone in primo piano la sua abitudine ai comportamenti ricattatori nei confronti dei sottoposti. L'esclamazione di pretesa del direttore, nel discorso diretto, viene posta con una patina psicologica di consapevolezza del potere. Questo atteggiamento si può ricavare dall'espressione («per esempio[...]»), come se il direttore si aspettasse di ricevere altro in aggiunta, a suo avviso meritandolo, rispetto a ciò che ha richiesto; o comunque se lo ricevesse, sarebbe poco rispetto a ciò che merita. L'ingordigia derivata dal potere del direttore è qualcosa di plastico, rispetto ai soggetti che sono soliti prendersi il braccio, avendo ricevuto una mano. Precedentemente, rispetto a questa parte della narrazione, il direttore della scuola elementare aveva fatto riferimento alla maestra Bauer, come quella migliore tra le disponibili, al momento in cui ancora il docente stava valutando dove iscrivere il figlio malato. La stessa maestra però, non è la migliore per il figlio malato del docente, bensì per gli interessi del direttore!! Infatti, come recita il discorso diretto del direttore, la maestra accetterebbe un handicappato solamente sub-conditione: nel caso di specie, solamente se il direttore riuscisse ad avere la classe ridotta, a causa (o paradossalmente per merito, dipende dai punti di vista) della sua disabilità. Finalmente. il docente, quantomeno dentro di sé, si lascia trascinare dall'ira in relazione all'ennesima prova di bassezza morale del direttore. Si può ritenere correttamente che la sede di sfogo interiore dell'odio da parte del docente verso il direttore, («[...] e intanto penso miserabile![...]»), sia un tentativo di arginare razionalmente la componente emotiva che, se fosse lasciata libera di esplodere, potrebbe avere delle conseguenze negative sulle possibilità di lavoro
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''Nati due volte'' di Giuseppe Pontiggia: pedagogia della narrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Nieddu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia, industria culturale e comunicazione LM/14
  Relatore: Filippo Sani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 389

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