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“It follows” (David R. Mitchell, 2014) ANALISI DI UN INDIE HORROR

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Anteprima della tesi: “It follows” (David R. Mitchell, 2014) ANALISI DI UN INDIE HORROR, Pagina 8
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È dedito all’innovazione formale, nonché a esercizi stilistici vistosamente eccessivi.  
Le innovazioni formali o la differenziazione delle qualità che si considerano 
caratteristiche del genere, possono essere utilizzate per rinnovare, mettere in discussione 
e indebolire le convenzioni dei generi.
7
 È un dato di fatto che, non appena 
l’immaginazione registica lascia troppo spazio alla libertà di espressione, i prodotti 
pensati dagli autori sperimentali si scontrino con i muri censori delle grandi case di 
produzione.  
Roy Frumkes, attore e regista di diversi film indipendenti sostiene che  
 
molti film horror validi derivano dagli indie poiché è lì il luogo in cui si può fare qualcosa 
di radicale. Le major hanno una loro censura interna. I registi hanno la possibilità di 
realizzare grandi cose prima di diventare mainstream
8
  
 
e, considerando le opere prime di registi come Romero (La notte dei morti viventi, 
1968), Craven (L’ultima casa a sinistra, 1972) o Carpenter (Halloween, 1978), non si 
può non accostarsi al suo pensiero. La bellezza di questi film risiede nella loro 
semplicità e unicità, svincolata dalle pressioni esterne esercitate dalle major che, pur di 
assicurarsi successo e incassi sostanziosi, creano un’omologazione tra i prodotti dello 
stesso genere a scapito delle caratteristiche e delle peculiarità di ogni singolo regista. La 
dicotomia tra major e indie definisce ciò che potremmo considerare arte come libera 
espressione e industria.   
Il livello di interferenza creativa sembra essere direttamente proporzionale alla garanzia 
finanziaria. Più alto è l’investimento, maggiori sono i compromessi che di solito ruotano 
attorno a questioni di tono, soggetto e stile. Gli anni Cinquanta – Sessanta possono 
essere considerati determinanti per il genere, poiché è proprio in quegl’anni in cui 
vengono fondate le prime case cinematografiche esclusivamente horror, come, per 
esempio, la Hammer Film Productions, compagnia britannica fondata nel 1934
9
 e 
diventata famosa su scala internazionale, a cui poi si aggiunge l’American International 
Picture nel 1954, dedicata alla distribuzione di film indipendenti e a basso budget, 
                                                 
7
Ibidem. 
8
Intervista a Roy Frumkes in Fangoria n. 88, p. 64. Cfr. con Donato Totaro, “Independent horror cinema. 
The quick and the good.”, Off Screen. Where film matters, volume I, fascicolo II, 1997, 
http://offscreen.com/view/horror_cinema, (ultima consultazione: 18/02/2017). Traduzione del testo 
dell’autore, qui di seguito il testo originale: “A lot of the really strong horror films come from the indies, 
because that’s where you get the chance to do something radical. Majors have their own censorship 
internally. Directors do their strongest stuff before they go mainstream.” 
9
Hammer Films Official Site, http://www.hammerfilms.com/about, (ultima consultazione: 31/01/2017).

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Informazioni tesi

  Autore: Veronica Paoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-17
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lettere
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Simone Venturini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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Parole chiave

analisi
critica
horror
gender studies
cinema indipendente americano
revenge
it follows

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