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“La va…ca d’Bursalen”: Le operaie della fabbrica Borsalino di Alessandria tra visione maschilista ed emancipazione.

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8 1.2. L’affermazione della Borsalino La Borsalino dunque si ingrandì con continuità e in misura apprezzabile, raggiungendo una posizione ragguardevole nel panorama industriale locale; la produzione annuale di qualche decina di migliaia di cappelli veniva assorbita senza problemi dal mercato: il livello di benessere stava d’altronde lentamente migliorando e parevano non esservi vincoli all’offerta. Con l’unificazione dello Stato, poi, sembrarono cadere anche le barriere regionali, permettendo così alla fabbrica alessandrina di aprirsi anche verso i mercati limitrofi. La Camera di Commercio di Alessandria segnalava già negli anni Settanta dell’Ottocento la supremazia della Borsalino nella fabbricazione di cappelli, seguita a distanza dalle ditte di Sebastiano Camagna, Francesco Valizzone, Teresio Germano e tanti altri. Gli inizi furono graduali, ma in poco tempo gli operai arrivarono ad essere quaranta, nel 1861 toccarono la sessantina, con una produzione giornaliera di centoventi cappelli, e nel 1867 furono ottanta, con centoottanta cappelli confezionati al giorno. Nello stesso anno la ditta ottenne la menzione d’onore all’Esposizione Universale di Parigi, primo dei tanti riconoscimenti che le verranno attribuiti nel corso degli anni: medaglia di prima classe all’Esposizione dell’Industria di Torino nel 1868 e la menzione onorevole, come espositore fuori concorso, all’Esposizione Generale Italiana a Torino nel 1884 (Barberis, 2007). Ben presto la ditta dovette fare i conti con la mancanza di spazio e la necessità di una rilocalizzazione: nel 1871, quando ormai gli operai erano centotrenta e producevano trecento cappelli al giorno, la Borsalino trasferì gli impianti in via dell’Orto (attualmente via Tripoli), nel cantone della Carrarola, in un gruppo di edifici disposti su 3.500 metri quadrati di superficie, con quattro corpi di fabbrica e sei cortili. Il complesso si trovava a ridosso della circonvallazione e del canale Carlo Alberto. Il trasferimento permise di assecondare la tendenza espansiva della fabbrica e l’aumento del personale (centoottanta unità per quattrocentodieci cappelli prodotti al giorno nel 1876) insieme all’introduzione dei primi procedimenti meccanici. Nel decennio 1861-71 la produttività era incrementata grandemente (Barberis, 2007).
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Informazioni tesi

  Autore: Gloria Gallinotti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Corso: Comunicazione Internazionale per il Turismo
  Relatore: Laura Bonato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 187

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