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''Casta'', ''Cortigiana'', ''Giusta'': Mito e Antimito della Serenissima nel Merchant of Venice di William Shakespeare

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Anteprima della tesi: ''Casta'', ''Cortigiana'', ''Giusta'': Mito e Antimito della Serenissima nel Merchant of Venice di William Shakespeare, Pagina 3
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monopolio era consolidato, nel resto del Mediterraneo la concorrenza di catalani, francesi e, 
soprattutto, genovesi era spietata. Lo scambio di merci tra Europa occidentale e Mediterraneo 
orientale fruttava tra l’altro anche le tasse sul commercio di transito, le quali erano 
un’importante entrata nelle casse della Repubblica di Venezia.
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Tra i principali interessi di Venezia legati alla terraferma vi era sicuramente la 
necessità di attingere rifornimenti quali viveri, acqua e legname, ma anche la presenza di vie 
terrestri per i mercati occidentali. Vi erano quattro o cinque strade per la Germania 
meridionale attraverso le Alpi austriache, e due o tre strade per la Francia attraverso la 
Lombardia, in modo che la chiusura di una strada potesse essere neutralizzata da un piø 
massiccio uso delle altre. Uno dei grandi timori della Serenissima era, infatti, che una potenza 
potesse accerchiare la laguna e bloccare le strade, privandola, di fatto, della possibilità di 
sfruttare questa via commerciale.
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Nel 1423 esistevano nell’Italia settentrionale tre stati principali: Milano, Firenze e 
Venezia; al centro della penisola gli stati pontifici e piø a sud il Regno di Napoli. Nel corso 
degli anni Venezia – che aveva intrapreso l’espansione in terraferma – si era spinta fino alle 
soglie di Brescia e Bergamo, facendole cadere sotto la propria egemonia, e in parte anche fino 
a Milano; il suo dominio in territorio lombardo andava in crescendo, ma gli acquisti 
geografici non giovarono alla pace. Filippo Maria Visconti duca Milano reputò questa 
intrusione veneziana come un’offesa da vendicare e si alleò con Alfonso, re di Aragona, 
divenuto re di Napoli in seguito alle numerose guerre civili napoletane.
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 Gli stati pontifici si 
allearono con la coalizione fiorentino-veneziana, nata per proteggere le “libertà d’Italia” 
contro l’espansione milanese, e questo garantì ancora una volta l’equilibrio. Tutta l’Italia era 
coinvolta nel conflitto, ma il centro degli sforzi militari di Venezia rimase la Lombardia.  
Come tutti gli altri stati italiani, Venezia assoldava capitani mercenari per la guerra, 
chiamati anche condottieri, e, pur avendo qualche difficoltà, nel complesso fu piuttosto 
fortunata nell’impiego di queste persone. Il caso piø lampante si ebbe all’inizio delle guerre 
lombarde, dove Venezia ottenne i servigi del condottiero piø prestigioso, il Carmagnola, che 
al servizio del duca di Milano, aveva dimostrato di non essere secondo a nessuno. Tuttavia, 
dopo le prime conquiste cadde in un’inerzia sospetta e fu accusato di complottare con il duca 
                                                 
6
 Ivi. p. 240. 
7
 Ivi, pp. 265-266. 
8
 Ivi, p. 271.

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Informazioni tesi

  Autore: Mirko De Montis
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Maria Grazia Dongu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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