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Profili giuridici della partecipazione della Comunità Europea all’OMC: l’evoluzione delle competenze esterne

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Introduzione IX La mancanza di un articolo di tale portata è risultata particolarmente grave alla luce del parere 1/94, che, in ultima analisi, stabilisce che la competenza a stipulare gli accordi GATS e TRIPs è ripartita tra Comunità e Stati membri, mentre è esclusivavamente comunitaria per l’accordo GATT: numerosi sono stati i problemi aperti da una siffatta statuizione, il più importante tra i quali è quello relativo all’esigenza dell’unità di rappresentanza all’esterno e dell’unità di azione della Comunità; necessità riconosciuta dalla stessa Corte, come a voler compensare, in un certo senso, le conclusioni a cui è giunta. L’obbligo di cooperazione che ne deriva conferma le preoccupazioni della Corte: un obbligo, che pur nella sua genericità, stabilisce uno stretto coordinamento tra Stati membri e istituzioni comunitarie. Le difficoltà nel gestire e delimitare le relazioni tra le due parti – Stati membri e istituzioni comunitarie – nell’ambito delle competenze ripartite, si sono rese evidenti anche dalla gestazione lunga e laboriosa di un codice di condotta, mai giunto a maturazione. Il problema di una competenza congiunta tra Comunità e Stati membri rileva sia durante i negoziati in seno all’OMC, creando le premesse per un indebolimento del potere negoziale della Comunità, sia nel meccanismo di “ritorsione incrociata” previsto dall’art. 22 dell’“Intesa relativa alla soluzione delle controversie”: in assenza di accordo, la Comunità e/o gli Stati membri non potrebbero esercitare il diritto di ritorsione nei settori a competenza mista. Altre questioni affiorano dall’esistenza della competenza ripartita: - nei settori a competenza mista sussisterebbe un vero e proprio potere di veto spettante alla Comunità e agli Stati membri, che potrebbe portare a una paralisi del processo decisionale; - non vi sono clausole sulla competenza, sicché la ripartizione delle competenze avrebbe solo valenza interna con la conseguenza che, di un eventuale inadempimento dell’Accordo OMC, gli Stati Membri e la Comunità potrebbero essere ritenuti egualmente responsabili nei confronti degli Stati terzi; - la divisione delle competenze prospettata dalla Corte può produrre incertezze negli Stati terzi, che potrebbero percepire rischioso il negoziare con la Comunità; - la stessa divisione delle competenze potrebbe minare l’unità della Comunità, di cui si potrebbero avvantaggiare i Paesi terzi come qualche contenzioso ha mostrato;

Anteprima della Tesi di Alberto Afflitto

Anteprima della tesi: Profili giuridici della partecipazione della Comunità Europea all’OMC: l’evoluzione delle competenze esterne, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Afflitto Contatta »

Composta da 280 pagine.

 

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