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Profili giuridici della partecipazione della Comunità Europea all’OMC: l’evoluzione delle competenze esterne

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CAPITOLO PRIMO Il parere 1/94: l’errore di prospettiva 2 essere definito come Stato: una costituzione che ne sancisca l’esistenza e i principi ispiratori da un lato e i poteri a esso connessi dall’altro. Nei trattati che istituiscono la Comunità e l’Unione europea non viene utilizzato neanche il termine “poteri”, ma si preferisce quello di “competenze” 4 , in omaggio al principio cosiddetto di attribuzione 5 sancito dall’art. 5 CE, in base al quale i poteri comunitari esistono non in quanto originari, ma in quanto “concessi” dagli Stati membri. Tali competenze non sono elencate in un apposito catalogo, né è prevista una loro precisa ripartizione tra Comunità e Stati membri, sul modello di alcune costituzioni federali. Al contrario, esse sono attribuite all’organizzazione in modo settoriale e specifico con incertezze quanto alla loro estensione e a quella delle materie che ne sono oggetto: incertezze accresciute dai continui sviluppi politici, normativi e giurisprudenziali. Questo principio comporta due conseguenze fondamentali: le competenze comunitarie sono limitate e, implicitamente, si conferma che la Comunità non è dotata di una competenza legislativa generale. A distanza di più di mezzo secolo dalla sua nascita, la Comunità, per conoscere e far conoscere i limiti delle sue competenze anche nell’ambito della materia in cui gode di ampi poteri decisionali come la politica commerciale comune, deve ancora far ricorso alla giurisprudenza della Corte di Giustizia che viene così ad assumere una valenza e una portata politica notevole. Nell’affrontare, in particolare, il tema della definizione dei rapporti tra le norme OMC con le norme comunitarie non si può prescindere dall’esaminare tale giurisprudenza sulla quale si sono aperte in passato, come nel presente, discussioni in dottrina. Nel corso del lungo e non ancora ultimato processo di integrazione europea, la Corte ha giocato un ruolo fondamentale nell’espansione delle competenze economiche esterne della Comunità, che ha sovente trovato in essa il motore e lo stimolo necessari 4 Al riguardo, si veda MACLEOD, HENDRY e HYETT, The external relations of the european communities, Oxford: Clarendon Press, 1996, p. 38, dove gli Autori affermano che questa espressione «has to be handled with care»; N. NEUWAHL, Joint participation in international treaties and the exercise of power by the EEC and its member states: mixed agreements, CMLR, 1991, pp. 717-740, p. 718; TRIDIMAS e EECKHOUT, The external competence of the Community and the case-law of the Court of Justice: principle versus pragmatism, YEL, 1994, pp. 143-177, a p. 144. 5 In tal senso da ultimo il parere 2/94, par. 24, della Corte di Giustizia del 28 marzo 1996, in Racc., p. I- 1759, dove si afferma che l’art. 5 (ex art. 3B) CE comporta che la Comunità dispone, anche sul piano delle relazioni esterne, unicamente di poteri attribuiti.

Anteprima della Tesi di Alberto Afflitto

Anteprima della tesi: Profili giuridici della partecipazione della Comunità Europea all’OMC: l’evoluzione delle competenze esterne, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Afflitto Contatta »

Composta da 280 pagine.

 

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