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Influenze della modernità nel cinema di Woody Allen: l'eredità di Ingmar Bergman

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III battlefield to the fullest…He created dreams and fantasies and so deftly mingled them with reality that gradually a sense of the human interior emerged…He has found a way to show the soul’s landscape…By rejecting cinema’s standard demand for conventional action, he has allowed wars to rage inside characters that are as visual as the movement of armies. See Persona. 2 (Allen 1988, in Oliver, 1995:28) Secondo Sam Girgus, la recensione di Allen «delineates by implication his own artistic and theoretical aspirations. In writing about Bergman, Allen in effect writes his own story and theory of film as well» 3 (Girgus, 1993:114). Allen espone la problematica della raffigurazione filmica dell’interiorità con tale candore («the psyche is not visible…what to do?») da sottintenderne per contrasto l’enorme portata nell’evoluzione del linguaggio cinematografico: effettivamente questo è il motivo che assilla e accomuna maggiormente il cinema di entrambi. Si potrebbero infatti adottare le asserzioni di Allen, a proposito della ricerca estetica messa in atto da Bergman nel fronteggiare la rappresentazione dello «human interior», come una sorta di manifesto personale delle motivazioni del suo fare cinema. Citando ancora Sam Girgus: Clearly, many of his own cinematic innovations…represent his desire to expose and dramatize the inner domain of psychic conflict and alienation in the manner of Bergman. The revolution of subjectivity and sexuality in Play it Again, Sam, the representation of psychic division through the use of such devices as the split screen in Annie Hall, the presentation and dramatization of displacement and decenteredness on the Scope-screen in Manhattan, and the circling camera in Hannah and Her Sisters all involve attempts to realize interior tensions and latent conflicts on the screen…Certainly the influence on Allen of other important directors besides Bergman can be seen…Nevertheless, it remains significant that, in Allen’s view, Bergman stands as the most important to him, at least as a source for the depiction of internal conflict and interior consciousness. 4 (Girgus, 1993:115-116) 2 «L’arena predominante per il conflitto nei film è stata di solito il mondo fisico, esteriore. Di certo è stato così per molti anni…Con l’affermarsi della rivoluzione freudiana, però, l’arena più affascinante del conflitto si spostò verso l’interiorità e i film dovettero far fronte a un problema. La psiche non è visibile. Se gli scontri più interessanti hanno luogo nel cuore e nella mente, cosa si può fare? Bergman ha sviluppato uno stile per occuparsi dell’interiorità umana, ed egli solo fra i cineasti ha esplorato in pieno il campo di battaglia dell’anima…Ha creato sogni e fantasie e le ha fuse così abilmente con la realtà così che gradualmente è emerso un senso dell’interiorità dell’uomo…Ha trovato un modo per mostrare il paesaggio dell’anima…Respingendo la richiesta standard di azione convenzionale del cinema, ha permesso alle guerre che infuriano dentro i personaggi di diventare visibili come il movimento degli eserciti. Vedi Persona». 3 «delinea per implicazione le sue proprie aspirazioni artistiche e teoretiche. Scrivendo di Bergman, Allen in effetti scrive anche la propria storia e teoria del film». 44 «Chiaramente, molte delle sue innovazioni cinematografiche…rappresentano il suo desiderio di esporre e drammatizzare la sfera interiore del conflitto psichico e dell’alinezione alla maniera di Bergman. La rivoluzione di

Anteprima della Tesi di Daniel Bellomo

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Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Daniel Bellomo Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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