Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Influenze della modernità nel cinema di Woody Allen: l'eredità di Ingmar Bergman

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

2 classico e invertendo la rotta a partire dagli anni Sessanta, nel corso dei quali sperimenta le potenzialità di un cinema moderno. Tuttavia, confini così netti non possono essere tracciati senza cadere in una certa superficialità, poiché nella fase più legata alla tradizione hollywoodiana Bergman realizza alcune sperimentazioni, e in quella successiva non scompare del tutto la sua formazione classica. Come osserva Mikael Timm, ogni suo film pone di continuo la questione della scelta di un atteggiamento classico o moderno. Pertanto, per comprendere le dinamiche ambivalenti del cinema bergmaniano bisogna fare qualche passo indietro nella biografia del cineasta e considerare che proviene dal teatro, non dal cinematografo. Fin dall’infanzia, quando gli venne regalata una lanterna magica, egli coltiva una forte passione per il racconto e la “messa in scena,” che soddisfa in gioventù attraverso il teatro, un mondo che non ha mai effettivamente abbandonato. 9 Bergman non ha mai negato l’influenza del suo background teatrale sulla formazione e sull’evoluzione del suo stile cinematografico. Inoltre, Bergman inizia la sua carriera cinematografica nel rispetto di generi collaudati, imparando la professione secondo le convenzioni di cui lo stile hollywoodiano è il depositario per eccellenza. Si può dunque desumere che le circostanze della formazione del cineasta, ovvero l’esperienza teatrale e una familiarità con le esigenze di un cinema commerciale, lo rendano un esperto dei meccanismi del mondo dello spettacolo: innanzitutto la vita di teatro, dove il riscontro del pubblico è immediato e diretto, gli ha insegnato che al di là dello spazio scenico, in cui gli attori fanno vivere la finzione, sono sempre presenti gli spettatori che devono recepire l’opera e hanno diritto all’intrattenimento. Bergman sostiene che: In teatro, il rapporto è talmente diretto…Gli attori sono lì davanti al pubblico e tu devi muoverli, aiutarli, dare loro tutte le possibilità affinché siano il più possibile efficaci e comprensibili. In caso contrario, il pubblico si infurierà, oppure non verrà, o ancora farà a meno di guardarli. E l’errore sarà soltanto tuo. (Bergman 1990, tr. it. 1994:59) 9 Come è noto, Bergman ha ufficialmente abbandonato il cinema con l’epopea definitiva di Fanny e Alexander (1982), continuando ancora oggi a lavorare per il teatro e la televisione. Il successivo Dopo la prova (1984) era destinato ad una produzione televisiva e, come ha dichiarato il cineasta, non costituisce un epilogo alla sua filmografia.

Anteprima della Tesi di Daniel Bellomo

Anteprima della tesi: Influenze della modernità nel cinema di Woody Allen: l'eredità di Ingmar Bergman, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Daniel Bellomo Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5256 click dal 11/11/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.