Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le politiche di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il caso della Regione Marche.

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

14 Nella medesima sentenza, inoltre, il Consiglio di Stato ribadiva l’efficacia retroattiva delle norme in questione, peraltro sancita implicitamente dal nuovo comma 15-bis dell’art.113 del D.Lgs. n.267/2000, in grado, quindi, di salvaguardare gli affidamenti diretti aventi i necessari requisiti avvenuti antecedentemente all’emanazione della norma 18 . 3. Proprio in merito al superamento delle situazioni di monopolio bisogna ricordare che la legge finanziaria del 2004, emendando l’art.113 del T.U.E.L., ha introdotto la possibilità, per le normative di settore, di introdurre criteri di gradualità nella scelta delle modalità di conferimento del servizio. Tale disposizione, contenuta nel comma 5-bis dell’art.113, non ha avuto per il momento alcun seguito, lasciando di fatto una completa discrezionalità alle amministrazioni locali. Un intervento in tal senso sarebbe largamente auspicabile, non tanto per impedire l’utilizzo del modello in questione, di cui peraltro risulta difficile negare il realismo, quanto per specificare chiaramente quali debbano essere i criteri oggettivi e le peculiari situazioni in cui il legislatore ritiene più opportuno un intervento diretto da parte della stessa Amministrazione Pubblica. Risulta del resto difficile rifiutare a priori l’esigenza di un periodo di transizione fra una realtà caratterizzata da un’estrema frammentazione, un’offerta di servizi essenzialmente monopolistica ed un mercato realmente aperto e concorrenziale. Il modello di gestione in house favorisce in un certo senso le interazioni e le sinergie fra gli enti locali, i quali senza il timore di sconvolgimenti, almeno nel breve periodo, provvedono più speditamente alla riorganizzazione dei servizi realizzando alleanze in grado di sfruttare più agevolmente le economie di scala che caratterizzano spesso i servizi in questione. 18 Cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, ordinanza n.2316 del 22 aprile 2004, www.lexfor.it; cfr. A.BIANCO- P.CONDORELLI, Il sistema di affidamenti in house rischia di subire un brusco stop, Guida agli enti locali - n.20, Il Sole-24 Ore - Milano, 22/5/2004; cfr. E.ORGANNI, A rischio gli affidamenti in house, ItaliaOggi, 4/06/2004; cfr. G.ANGELI, Il sistema dei modelli di gestione del servizio pubblico locali, alla luce dell’art.14 del D.L. 269/2003, www.diritto2000.it, (06/09/04); cfr. E.ORGANNI, Affidamenti diretti, vale il controllo, ItaliaOggi, 5/3/2004; cfr. Consiglio di Stato, sentenza n.679 del 19 febbraio 2004, www.giustizia-amministrativa.it

Anteprima della Tesi di Alessandro Cambio

Anteprima della tesi: Le politiche di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il caso della Regione Marche., Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Cambio Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5463 click dal 28/10/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.