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Le politiche di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il caso della Regione Marche.

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4 che si ricaverebbe dall’esame complessivo dell’art.117. Nonostante ciò, i dubbi di parte della dottrina e degli esponenti regionali, già nel marzo 2002, si concretizzavano in diversi ricorsi presentati alla Corte Costituzionale dalle Regioni Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Campania e Basilicata. Le motivazioni alla base di essi riguardano: la violazione dell’art.117 in merito alla competenza legislativa generale residuale della Regione; il disegno “piattamente unificato” della modalità di gestione ed erogazione in luogo della differenziazione e valorizzazione dell’autonomia perseguita dai nuovi artt.117, 118 e 119; il richiamo, al fine dell’interpretazione analogica, agli Statuti speciali nei quali tale materia è attribuita alla competenza della Regione; la non pertinenza del riferimento alla tutela della concorrenza per la disciplina dei servizi pubblici locali, in quanto tale legge riguarderebbe la promozione della concorrenza, che non è riservata allo Stato (art.117, comma 2, lett. e). Cost.). Inoltre l’errato riferimento alle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane in quanto tali attività attengono, non a funzioni fondamentali dell’ente locale, ma ad attività esercitate di regola in regime di concorrenza e quindi non effettuate con gli strumenti del potere pubblico (art.117, comma 2, lett. p). Cost.); il non corretto riferimento alla “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale” (art.117, comma 2, lett. m), in quanto essi riguarderebbero solo i servizi di natura sociale e non quelli di tipo industriale di cui, peraltro, allo Stato concerne esclusivamente l’individuazione degli standards minimi e non l’organizzazione del servizio. Infine la violazione da parte del comma 16 dell’art.35, riguardante l’emanazione del regolamento governativo di attuazione, dell’art.117, comma 6, che attribuisce tale potestà allo Stato solo nelle materie di legislazione esclusiva. La recente sentenza (n. 272 del 13 luglio 2004) 1 della Corte Costituzione ha chiarito in parte le problematiche sollevate facendo luce sulla distribuzione delle competenze in tema di servizi pubblici fra Stato e Regioni. Da un lato, la sentenza ha affermato che essi rientrano nel concetto di 1 Vedi il paragrafo 1.14. La sentenza della Corte Costituzionale n.272/2004

Anteprima della Tesi di Alessandro Cambio

Anteprima della tesi: Le politiche di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il caso della Regione Marche., Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Cambio Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

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