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La donna nel fumetto durante il fascismo

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4 prima edizione (1908) pubblicava strisce d’importazione, aveva un carattere principalmente digressivo, ed ospitava le allora in voga family strip. Basati sullo stile del Corriere, furono Il balilla e La piccola italiana, che però mostravano gli intendimenti propagandistici del regime. Il 1929 diede un impulso importante alla diffusione dei fumetti (specie quelli americani d’avventura), da cui, in Italia, scaturì la pubblicazione di nuovi periodici, a partire dal 1932 3 , con un boom solo dal 1936 al 1938, quando l’ “età d’oro dei fumetti”, peculiarità di quegli anni, interessa anche l’Italia e subisce l’inasprimento della censura e la crescente autarchia che caratterizza la politica culturale mussoliniana, nonché l’influenza del mondo cattolico ormai rafforzato dal Concordato. I comics d’avventura si diffondono anche in Italia e si affiancano alle family strip tipiche del Corriere dei 3 Il primo periodico pubblicato fu Jumbo nel 1932. Seguirono, tra gli altri: Il Monello e Topolino, nel 1933, L’Audace e L’Avventuroso, nel 1934, e Il Vittorioso nel 1937.

Anteprima della Tesi di Eleonora Guzzetta

Anteprima della tesi: La donna nel fumetto durante il fascismo, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Eleonora Guzzetta Contatta »

Composta da 232 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.