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La responsabilità sociale dell'impresa: la fiducia come fattore di successo competitivo

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Capitolo 1 Š Economia ed Etica - 10 - mentazione sono spesso al di fuori della loro portata. Essi sono esclusi dall’istruzione e dal lavo- ro; molti sono sfollati dalle loro terre; spesso la polizia si rifiuta di entrare nei loro quartieri per difendere le donne dalla violenza o per contrastare attacchi razzisti o per proteggerli dal crimine. I tentativi di queste persone di ottenere giustizia attraverso i tribunali, la polizia o gli organismi di controllo dello Stato rimangono inascoltati a causa degli svantaggi derivanti da analfabetismo, discriminazione, povertà, oltre che dagli abusi di potere di chi esercita l’autorità. L’accesso degli emarginati ai meccanismi di giustizia è spesso loro negato per motivi etnici, religiosi o linguistici o semplicemente perché la loro povertà detiene scarsa se non nulla influenza sulle decisioni di chi li governa. In un simile contesto donne e le ragazze subiscono un’esclusione ancora maggio- re 9 . Nel mondo, 211 milioni di bambini e bambine lavorano. Hanno meno di 14 anni, dovrebbero an- dare a scuola, giocare, avere tempo per riposare, e invece lavorano: nei campi, nelle discariche, sulla strada, ovunque vi siano opportunità di guadagnare qualcosa per aiutare a sopravvivere sé e la propria famiglia. Alcuni riescono a trovare il tempo per frequentare la scuola, ma la maggior parte di essi non ha mai messo piede in un’aula scolastica, ed è probabile che non lo farà mai. A meno che qualcuno li aiuti. Le stime più recenti ci dicono che i bambini lavoratori vivono soprat- tutto in Asia, ma che è l’Africa il continente in cui, in proporzione, è più alta la probabilità che un bambino sia costretto ad un’occupazione precoce. Tuttavia, i baby-lavoratori sono numerosi nei paesi a medio reddito (5 milioni nell’Est europeo, e il dato è in crescita a causa della difficile transizione all’economia di mercato), e non mancano neppure nei paesi industrializzati: in Italia, l’ISTAT ne ha censiti circa 145.000, mentre la CGIL ne fa una stima quasi tre volte superiore Il lavoro minorile è un fenomeno assai complesso, e non esistono soluzioni semplici. Soltanto un bambino lavoratore su 20 è impiegato nell’industria che produce beni destinati all’esportazione. Le vittime dello sfruttamento economico vanno ricercate altrove, nei meandri nascosti dell’economia informale: agricoltura (70% del totale), lavoro domestico, commercio al minuto, prostituzione, attività illegali. In questa zona d’ombra dove povertà, ignoranza e discriminazione si incrociano con l’assenza di qualsiasi forma di assistenza sociale, non è sempre facile dare un volto e un nome a chi sfrutta: ma, di certo, per ogni bambino o bambina che lavora c’è un diritto umano negato 10 . Non è pensabile che il lavoro minorile scompaia dal mondo oggi, e neppure domani. Crisi eco- nomiche, conflitti, spostamenti di popolazione per cause naturali e non, e soprattutto la pandemia dell’HIV/AIDS creano continuamente nuovi spazi per lo sfruttamento economico dei più piccoli. 9 Amnesty International, Rapporto annule 2002 10 Dati Unicef

Anteprima della Tesi di Giuseppe Licatalosi

Anteprima della tesi: La responsabilità sociale dell'impresa: la fiducia come fattore di successo competitivo, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative

Autore: Giuseppe Licatalosi Contatta »

Composta da 369 pagine.

 

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