Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Capitalismo arabo/islamico. Possibilità di sviluppo economico in Algeria, Libia e Tunisia.

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

20 capitalistici della periferia, siano questi produttori di petrolio o minerari in genere, oppure basati su economie di piantagione, gli investimenti stranieri si concentrano nei settori produttivi destinati all’esportazione [Amin 1978]. A questo punto appare chiaro che le relazioni tra il centro e la periferia, per quanto sbilanciate a favore delle economie autocentriche, rappresentano una costante nel sistema economico mondiale e sono per certi aspetti essenziali per il suo funzionamento. In questa sede non s’intende di certo negare l’evidenza dello squilibrio creatosi tra i paesi centrali e quelli periferici, tuttavia non si ritiene corretto condividere le ipotesi di un occidente “imperiale” che ha saccheggiato le risorse dei paesi emergenti impedendone uno sviluppo autonomo. L’intento seguito riguarda l’aspetto delle problematiche interne ai paesi oggetto del nostro studio, ovvero di stabilire quali sono stati (e se sono esistiti) gli impedimenti insiti nella sfera culturale, tali da ostacolare o rallentare lo sviluppo economico endogeno ed autodiretto. Il modello teorico a cui faremo riferimento è quello della pluralità dei percorsi di modernizzazione, che non necessariamente riflettono le forme assunte dalle società occidentali. La modernizzazione s’intende correlata al concetto di civiltà, focalizzando particolare attenzione alla dimensione culturale [Trigilia 1998] ed all’unione di modernizzazione e preservazione dei valori, costumi ed istituzioni autoctone di una data società [Huntington 1996]. Riportiamo un’affermazione emblematica del contesto culturale di nostro interesse (civiltà araba) : “…Noi sauditi desideriamo modernizzarci, ma non vogliamo necessariamente occidentalizzarci 4 ”. Per queste ragioni la nostra attenzione da questo momento in poi si sposta su quelle formazioni del capitalismo periferico che interessano gli stati di cultura araba e religione islamica, in modo da avere un quadro di riferimento appropriato alle condizioni economiche e sociali nord africane di nostro interesse. Il mondo arabo nord africano ha sofferto forse più di altre aree geografiche il periodo coloniale dominato dalle potenze europee. Infatti in questi territori si erano già parzialmente formate delle istituzioni economiche e sociali derivanti dalla dominazione araba antica e da quella ottomana più recente. L’urto provocato dalle potenze europee [Rodinson 1968] ha rallentato questo processo di sviluppo economico e sociale che potrà riprendere soltanto con l’ondata di decolonizzazione. Ricordiamo inoltre che il colonialismo europeo (nel nostro caso, di impronta francese ed italiana) non si è mai 4 Bandar bin Sultan , New York Times (10 Luglio 1994), in Huntington (1996) Lo scontro delle civiltà.

Anteprima della Tesi di Matteo Grosso

Anteprima della tesi: Capitalismo arabo/islamico. Possibilità di sviluppo economico in Algeria, Libia e Tunisia., Pagina 10

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Grosso Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2093 click dal 08/11/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.