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Capitalismo arabo/islamico. Possibilità di sviluppo economico in Algeria, Libia e Tunisia.

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16 della dicotomia definita come Centro – Periferia [Amin 1977; Arrighi 1994; Hopkins, Wallerstein 1997]. L’economia mondiale basata sul sistema di produzione capitalistico e la relazione tra stati centrali e stati periferici si realizza attraverso la suddivisione dei mezzi di produzione e l’accumulazione del capitale necessario a garantire la prosperità di chi ha ottenuto posizioni vantaggiose all’interno del sistema interstatale. Il rapporto duale centro – periferia si traduce anche in termini di ineguaglianze dei livelli di benessere le quali si sono manifestate su scala mondiale, variando sia da un punto di vista geografico che da un punto di vista storico, riflettendo l’andamento dei cosiddetti cicli di accumulazione [Arrighi 1994]. Il “sistema mondo” attuale si fonda su pilastri che ne formano la struttura portante, tra questi ricordiamo il fascio di relazioni interstatali, le strutture del sapere, i sistemi di welfare e la produzione distribuita su scala mondiale. Il punto di svolta decisivo nella storia che ha condotto al sistema che oggi conosciamo, si è avuto con il passaggio dalla filosofia e teologia alla scienza moderna, quale principale metafora organizzativa del sapere, secondo i canoni della disciplina newtoniana [Hopkins, Wallerstein pag. 19, 1997]. Il soggetto motore del sistema interstatale non può essere altro che lo stato nazione considerato in senso moderno, dal principio a gestire le relazioni internazionali sono state le potenze europee, alle quali si sono aggiunte in seguito le entità nazionali generatesi come conseguenze dei due principali cicli di decolonizzazione, il primo che ha coinvolto le Americhe nel periodo compreso tra il 1775 ed il 1825, il secondo che si è manifestato fino alla fine degli anni sessanta del XX secolo con l’ingresso del terzo mondo e dei paesi produttori di petrolio e di materie prime. La fase della maturità di tale sistema viene raggiunta intorno alla metà del Novecento, nel momento in cui lo stato nazionale si fa carico dell’erogazione dei servizi sociali necessari al conseguimento della crescita economica, determinando un doppio effetto ovvero l’aumento del costo del lavoro con la conseguente riallocazione delle attività industriali nei paesi della periferia per quello che riguarda le attività ad alta intensità di manodopera a basso costo. Il raggio di azione delle imprese industriali espande i propri orizzonti geografici. Di pari passo i paesi del centro accrescono ulteriormente l’intensità delle reciproche relazioni e la stessa periferia vede rafforzarsi il proprio ruolo nello scacchiere mondiale in quanto da questa area provengono le materie prime necessarie ai paesi del centro (su tutte il petrolio).

Anteprima della Tesi di Matteo Grosso

Anteprima della tesi: Capitalismo arabo/islamico. Possibilità di sviluppo economico in Algeria, Libia e Tunisia., Pagina 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Grosso Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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